Montezemolo e il tedesco «Spero che resti con noi»

nostro inviato a Monza

Un presidente un po’ imbavagliato, Luca di Montezemolo a Monza. Colpa del ferale doppio annuncio, colpa del futuro di Schumi e di quello della rossa che oggi riveleranno, finalmente, le proprie carte. Un presidente imbavagliato che scherza su Raikkonen in pole e dunque, virtualmente, terzo ferrarista, che dice «ho parlato con Ecclestone e lo farò con il governo per salvare Imola, perché per noi è importante». Un presidente che parla anche di Juve, che dice «nella vicenda ci sono cose che non mi sono piaciute, però spero solo che i giocatori dimostrino un attaccamento pari a quello dei tifosi della Ferrari che hanno atteso vent’anni i successi. Se avranno amore, i risultati arriveranno, noi della Ferrari siamo qui a dimostrarlo».
Un presidente imbavagliato e tifoso che torna subito a parlare del suo unico vero amore: la Rossa. «La Ferrari a inizio stagione è stata sciupona» ammette per poi svelare «ho lavorato tanto alla squadra del futuro, a fine anno saprete, ci saranno novità, anche l’inserimento di persone più giovani ma sempre nella stabilità». Quindi lascia intuire qualcosa di Schumi. Succede quando gli tocca rispondere su Michael e l’annuncio di oggi, quando svela che «fra noi c’è molto più di un rapporto di lavoro, lui non è solo il più grande pilota di sempre, ma anche la persona con cui ho condiviso momenti di gioia enorme e grandi delusioni. Un uomo leale». Parole d’affetto, parole di riconoscenza le sue. «Abbiamo deciso di comunicare tutto una volta finito questo Gran premio d’Italia per proteggerlo, per fare in modo che potesse concentrarsi al massimo. Questa è una gara cruciale per tutti noi, ma non potevamo più rinviare l’annuncio. La Ferrari ha sempre comunicato i propri piloti durante il Gran premio d’Italia e poi aspettare non avrebbe cambiato nulla, anzi».
Raikkonen e Massa a parte, è sempre e solo Schumi al centro del Montezemolo-pensiero. A tal punto che il presidente arriva ad ammettere: «Con Michael vorrei mantenere una collaborazione anche in futuro, ma lui è libero di decidere ciò che vuole». Quindi il paragone che non t’aspetti, conoscendo la profonda amicizia che lo lega a Niki Lauda: «Michael me lo ricorda ma è più forte ancora perché ha inventato un approccio nuovo alle corse. Quello di presentarsi iperefficiente a livello fisico. Risultato: lui è l’unico in grado di correre per 70 giri allo stesso ritmo di qualifica».
Sarà perché mancava da un po’, sarà perché sente aria di trionfo, ma il presidente tifoso ha persino toccato un argomento tabù da diversi anni nelle segrete stanze maranelliane: i fattacci di Zeltweg, quando la Ferrari fu processata in tutto il mondo per aver chiesto a Barrichello di rallentare per far passare Michael. Lo spunto gli viene dal recente GP di Turchia, dove memori del precedente, ai box se ne son guardati bene dall’invertire le posizioni fra Massa primo e Schumi dietro di lui. «Se avessimo invertito le posizioni avrebbero gridato ahhh la Ferrari – dice Montezemolo -; però hanno gridato la stessa cosa dopo che non le avevamo cambiate. Per noi la F1 è tre cose: ricerca estrema, piloti che si battono e uno sport di squadra. Per cui ritengo assolutamente legittimo se, in modo leale e senza trucchi, si fanno prendere a chi ha la possibilità di vincere il titolo i punti che gli servono... Massa sta facendo benissimo, ma noi tutti siamo concentrati per far vincere il titolo a Michael Schumacher».