Montezemolo esalta Schumi «Per lui il tempo non passa»

Ma lascia aperta la porta a Raikkonen: «È il migliore dopo Michael, però non è vero che l’abbiamo già preso»

Stefano Filippi

nostro inviato ad Imola

Guai a sfiorare la politica («oggi parliamo solo di Ferrari») e guai a toccargli il suo Michael, «grandissimo, motivatissimo, concentratissimo», un trionfo di superlativi per Schumacher, il pilota pensieroso che a Imola conquista una storica pole position meditando però di lasciare la Ferrari a fine stagione. La prima fila restituisce smalto al sorriso di Luca Cordero di Montezemolo, le frecciate di Flavio Briatore («è molto importante per la Formula 1 che la Ferrari sia davanti, il sabato») scivolano via come capelli dalla giacca, e anche gli interrogativi sui piloti del Cavallino vengono sciolti con una battuta: «Scrivete che l'anno prossimo il nostro team sarà Lauda-Berger».
Schumi resta? Arriva Kimi Raikkonen? E Vale Rossi? Montezemolo non si sottrae al tormentone che finirà soltanto a Monza. Certo, il tedesco è il migliore, lo sgobbone di sempre, «venerdì sera finisce le prove a Barcellona e sabato mattina mi telefona tutto contento per raccontare i progressi della macchina. È come se il tempo per lui non fosse passato». Invece è passato, e siccome nessuna cosa umana resiste al tempo, il numero uno Ferrari sa che siamo all'epilogo di una storia. È un amore che non finisce per questioni di corna, ma perché è destino. Bisogna essere realisti. «Stabilità dinamica», la chiama lui, e sembrano le convergenze parallele di Moro, con una punta di cinismo. «Anni fa avevo un problema con la mia “girlfriend” - rivela lo stesso presidentissimo - ed Enzo Ferrari mi consigliò: tieni sempre una gomma di ricambio».
Difficile pensare a Montezemolo che tratta le donne come ruote di scorta. E anche i piloti. Infatti si affretta a precisare: «Non è vero che abbiamo già preso Raikkonen, io non ho avuto contatti e se li ha avuti qualcuno in Ferrari non lo dico certo a voi. Siamo vaccinati anche alle fesserie». Tuttavia il presidente sembra rassegnato a perdere il suo gioiello: «Non tutti possiamo stare nella stessa posizione per tanti anni, anch'io fra 40 anni andrò in pensione dalla Ferrari. Soltanto Schumacher può decidere il momento di dire basta, noi non gli facciamo nessuna pressione, non gli puntiamo la pistola alla tempia».
Potrebbe correre il duo Schumacher-Raikkonen? «L'esperienza mi insegna che il lusso paga sempre. Forse avremo tanti problemi in casa Ferrari, ma non quello dei piloti». E giù con le grandi coppie in rosso, Lauda-Regazzoni, Lauda-Scheckter, Prost-Mansell, Alesi-Berger. «Abbiamo il migliore, un ragazzo (Massa) che ci darà grandi soddisfazioni e attendiamo le decisioni di Valentino Rossi». Ma l'opzione numero uno è indubbiamente Iceman, il finlandese della McLaren, «il più forte pilota della Formula 1 dopo Schumi», dice Montezemolo. E Alonso? «Certo, c'è anche lui». Trascuratezza voluta, perché il giudizio sul campione spagnolo della Renault è chiaro: «L'anno scorso, se avesse avuto più affidabilità, il mondiale l'avrebbe vinto Raikkonen. Me lo segnalò proprio Michael al Mugello». Kimi ha detto che si divertirebbe con Rossi a fianco. «Credo bene, la Ferrari è il sogno di tutti».
Così, l'incertezza del domani viene mascherata dalle soddisfazioni di oggi. «La Ferrari è tornata competitiva, l'inizio di stagione non mi ha entusiasmato però è tutta un'altra cosa dall'anno scorso. Abbiamo concorrenti forti ma la squadra è concentrata e determinata; dobbiamo ricominciare a vincere, la pole position è fantastica e adesso bisogna completare questo weekend con un grande risultato per noi e per i nostri tifosi. La Ferrari è la cosa più importante della mia vita e la Rossa che vince fa bene all'Italia».
Sembra un'eco di quanto diceva Gianni Agnelli a proposito della Fiat. E Montezemolo dipinge un affresco entusiastico di tutto il gruppo che presiede, compresi Iveco e settore macchine agricole: «La Ferrari è una bandiera del saper fare, della tecnologia, dell'innovazione, del talento per il bello. Vedo una reazione straordinaria dell'imprenditoria italiana, che rischia, sfida la concorrenza internazionale, innova. La Fiat è l'emblema di questo rilancio, con gli ottimi risultati di Sergio Marchionne e del suo team, i successi delle nuove Panda e Punto, il prossimo remake della gloriosa Cinquecento e il modello che sostituirà la Stilo». Un giornalista straniero gli chiede il segreto del successo. «Le persone fantastiche che mi stanno attorno, e poi la passione, l'entusiasmo, la determinazione. Ma soprattutto la mentalità che si vince assieme. Non mi piacciono gli One man show». Anche se lo showman si chiama Michael Schumacher.