Montezemolo: «Fatto positivo in un momento travagliato»

Poi il leader di Confindustria accusa: «Manca una politica industriale e fiscale volta allo sviluppo, crescita troppo bassa»

da Milano

«Siamo molto preoccupati dalla fase negativa che la nostra economia, e soprattutto la nostra industria, stanno attraversando da alcuni anni». Questo è il monito lanciato dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, secondo il quale in Italia «c’è una mancanza di politica industriale che ha origini lontane e manca inoltre una politica fiscale tendente allo sviluppo e anche una politica energetica».
Intervenuto alla Luiss di Roma (al premio Angelo Costa per i migliori laureati) Montezemolo ha ricapitolato una serie di indicatori che fanno del nostro Paese un caso a parte nel panorama europeo. Tra questi, la scarsa crescita del pil negli ultimi anni, un’erosione della quota di mercato dei prodotti made in Italy e la continua perdita di competitività.
«L’Italia - ha aggiunto Montezemolo - deve affrontare scelte radicali di fondo che la portino fuori da un periodo di non crescita. Abbiamo bisogno della ricostruzione di alcuni fondamentali del Paese perché usciamo da un periodo troppo lungo di non scelte». Dati alla mano mentre negli anni ’80 e ’90 il Pil è aumentato in media del 2,3% e dell’1,5% rispettivamente, nel decennio in corso l’aumento si è ridotto allo 0,9%. Nel 2005 inoltre secondo stime del centro studi di Confindustria la crescita è stata prossima allo zero e quest’anno dovrebbe risalire poco sopra l’1%. «E come se non bastasse negli ultimi dieci anni - ha ribadito Montezemolo - vi è stata un’erosione della quota di mercato sul commercio mondiale pari a mezzo punto percentuale dal 4,5 al 3,9%. Inoltre il nostro livello di benessere non riesce a tenere il passo con quello degli altri paesi: il reddito pro capite dell’Italia è sempre più lontano da quello degli Stati Uniti e, secondo le ultime proiezioni dell’Eurostat rischiamo di scendere sotto la media dell’Europa dei venticinque mentre siamo già al di sotto di quella dei quindici».
Il presidente di Confindustria ha fatto poi un paragone tra l’Italia e i partner europei ricordando come questi ultimi, pur confrontandosi con uno scenario competitivo molto difficile, hanno messo in atto da anni politiche di sviluppo adeguate a rilanciare le loro economie e i loro sistemi industriali. Spicca tra tutti il caso della Spagna «il cui rilancio economico è stato prodigioso».
Quanto alle iniziative da prendere a livello comunitario, Montezemolo ha osservato che «dobbiamo convincerci che un’Europa forte ha bisogno di essere governata, di coesione, di modernizzazione, in una parola di avere un governo».
Circa il contratto dei metalmeccanici Montezemolo ha detto: «quando si fa un contratto è sempre un fatto positivo. A maggior ragione in un momento così travagliato per il paese». Montezemolo ha anche sottolineato le difficoltà di mediazione per «un accordo che deve tener conto degli aspetti economici e delle compatibilità rispetto alle situazioni del mercato».
Non ci sono stati giudizi invece sul fronte del piano del ministro Maroni circa gli esuberi del gruppo Fiat. «Credo debba essere approfondito», ha detto.