Montezemolo: Prodi non fermi la ripresa

«Finito il tempo delle promesse: scelte rapide per cogliere l’obiettivo»

Gian Maria De Francesco

nostro inviato a Santa Margherita Ligure (Ge)

Tre stoccate inserite in un discorso improntato al dialogo e alla collaborazione istituzionale tra maggioranza, opposizione, imprese e sindacati. Il discorso conclusivo del convegno di Santa Margherita Ligure del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, non ha risparmiato al governo Prodi le prime tirate di orecchie da parte del leader degli industriali.
«Non vorrei che l’annunciato coraggio di stupire si limitasse alle battute stonate di qualcuno o al numero veramente sorprendente di ministri e sottosegretari», ha detto ieri Montezemolo. E in un sol colpo ha messo alla berlina, meritandosi un caloroso applauso della platea, tanto il nuovo record storico per i componenti di un esecutivo quanto le interviste a ruota libera di alcuni neoministri. Allo stesso modo (e in questa occasione i consensi sono stati ancor più rumorosi), Montezemolo ha anche ribadito il ringraziamento di Confindustria alle Forze armate «impegnate a difendere la pace», in chiara polemica coloro che ne mettono in discussione il ruolo.
Il terzo ammonimento il presidente dell’associazione imprenditoriale l’ha inviato direttamente al ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. «Il taglio del cuneo contributivo non può essere selettivo. La selezione è un compito che vogliamo lasciare al mercato», ha detto Montezemolo riferendosi alla proposta del titolare del dicastero di via XX Settembre di calibrare gli sgravi promessi a seconda della tipologia delle aziende beneficiarie. E, sempre su questa falsariga, il numero uno degli industriali ha sottolineato che «è fondamentale che il risanamento avvenga sostanzialmente sul versante della spesa corrente». Insomma, pur dando il proprio assenso alla manovra correttiva «ormai scontata», si cerca di delimitarne i contorni. L’aumento dell’Irap per le Regioni che hanno sforato i tetti per la spesa sanitaria è un metodo «stravagante e inaccettabile» che per le imprese, costrette a pagare più tasse, aggiungerebbe «al danno la beffa». Il resto del discorso montezemoliano è stato improntato su un argomento che ha tenuto banco nel convegno ligure: la necessità di un’ampia convergenza politica e sociale sulle riforme istituzionali. «In ogni caso l’esito del referendum sulla riforma federalista non risolverà la questione», ha asserito Montezemolo lanciando un appello all’Unione e alla Casa delle Libertà ad assumere «l’impegno formale e trasparente ad avviare subito dopo il 25 giugno un processo condiviso di revisione costituzionale». La sollecitazione, già anticipata venerdì scorso dal presidente dei Giovani imprenditori Matteo Colaninno, è rivolta al superamento dei poteri di veto sull’asse Stato-Regioni, all’abbassamento dei costi della politica e al riconoscimento del valore costituzionale della concorrenza «come voleva Luigi Einaudi».
Montezemolo ha infine rilevato che «c’è bisogno di coraggio, di decisioni chiare e solo dopo di consenso. La ripresa c’è, non perdiamola» e ha sollecitato sindacati e governo a lavorare assieme ribadendo che «servono scelte rapide per cogliere l’obiettivo della crescita» e sottolineando che non è più accettabile che l’Italia resti il Paese industrializzato con il minor tasso di occupazione per i lavoratori sopra i 55 anni. «Il tempo delle promesse è finito, è arrivato il momento delle scelte», ha dichiarato il presidente di Confindustria quasi a dissipare eventuali dubbi su una nuova svolta politica della Confederazione della quale è stata ribadita la totale autonomia. Il mittente di questo messaggio è uno solo: Silvio Berlusconi e la sua politica dell’ottimismo. A Santa Margherita il leader della Cdl non è intervenuto e si è sentita la sua mancanza. Soprattutto, secondo quanto trapelato, l’hanno sentita degli imprenditori che lo hanno acclamato a Vicenza e che lo vorrebbero nuovamente bandiera dell’imprenditorialità.