Montezemolo: «Rossi in Ferrari se potrà vincere il mondiale»

Il presidente di Maranello: «Non vogliamo fare spettacolo, ma tornare grandi». E rinnova con Philip Morris. Fisichella scettico: «È troppo tardi»

Benny Casadei Lucchi

nostro inviato a Monza

I piloti non vogliono Valentino Rossi in F1. Alcuni lo fanno capire a chiare lettere, altri lo lasciano solo intuire. Però il diretto interessato e il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, la pensano diversamente. Il che è un dettaglio non di poco conto. Chiacchiera qui e chiacchiera là in giro per il paddock, Montezemolo ha infatti detto che «Rossi e la Ferrari sono due straordinarie realtà»; ha precisato che «Valentino dovrà fare molte prove, è un campione, vogliamo metterlo in condizione di lavorare e confrontarsi con se stesso»; e ha concluso: «Se un giorno saremo insieme in F1 non sarà per fare uno show, ma solo per vincere il campionato del mondo». E in serata annuncia di aver rinnovato sino al 2011 l’accordo con Philip Morris.
Jarno Trulli, uno dei responsabili dell’associazione piloti, ha le sue brave perplessità: «Tutti i discorsi su Rossi mi fanno pensare che ci sia dietro un piano per far sì che nel 2007 la Ferrari non vinca più. Perché se prende davvero Valentino, succederà così. Non si può colmare un ritardo di 15 anni d’esperienza. Io ho impiegato 104 Gp a trionfare. Rossi è un fenomeno in moto, lo stimo tantissimo, però quanto sta accadendo mi fa pensare che ci sia in vista lo sfaldamento della Rossa». Qualche domandina se la pone anche Giancarlo Fisichella che sibillino dice: «Sarei sorpreso se arrivasse, ma penso che sia troppo tardi per lui: gli manca esperienza». Ecco Felipe Massa, che secondo molti, futuro pilota Ferrari in quel del 2006, starebbe solo tenendo caldo il sedile di Valentino: «Può farcela, tanto più che ora può contare su una lunga serie di test programmati». Più che interrogarsi, dà invece lezioni Marc Gené, che non è un big delle corse, ma il collaudatore della Ferrari che negli ultimi due test ha fatto da maestro a Valentino: «È bravo e impara in fretta. Ho osservato la sua telemetria e, al momento, i tracciati del computer sono diversi da quelli ideali. Vediamo se saprà migliorarli». Schumi ha già da tempo liquidato la questione con un semplice «sarebbe interessante», mentre Rubens Barrichello è più esplicito: «Rossi e la Rossa assieme sbancherebbero tutte le prime pagine del mondo. Dovrà imparare molte cose nuove, dovrà ricostruirsi, ma la velocità di fondo ce l’ha».
Sul tema, curiosi i pareri di tre ex ferraristi doc. Dice Gerhard Berger: «Può far bene, sarebbe fantastico, ma non per me che amo guardare la MotoGp». Dice Jean Alesi: «Se ce la fa è un mostro e io vado subito in tribuna a tifare. Ma voglio dargli un consiglio: l’anno prossimo, se decide di fare test per tutta la stagione, è meglio che smetta di correre in moto: altrimenti si uccide. Perché se si abitua alle frenate all’ultimo metro delle monoposto e il giorno disputa un Gp di moto, rischia di non avere più le misure giuste per valutare il momento della staccata». Dice Eddie Irvine: «Non penso che sia una buona trovata, tanto meno se avrà per compagno Raikkonen o, peggio ancora, Schumacher. Per rendere l’idea: io non farei mai firmare un contratto per correre in F1 a Lance Armstrong. Stiamo parlando di due discipline vicine come il giavellotto e il salto in alto. Rischiano di perdere entrambi: la Ferrari e Valentino».
In mezzo a tante perplessità, vien quasi da pensare che abbia ragione Flavio Briatore che, dopo aver stuzzicato la Ferrari («ha seguito il mio consiglio: gli ha preparato un programma di test»), si trasforma in vecchio saggio: «Io preferisco scoprire gli Alonso, anziché andare a cercare i Valentino Rossi».