Montezemolo si gode il trionfo: "Ha vinto la giustizia"

Il presidente della Ferrari esulta: "Questo successo è di tutti gli uomini e le donne del Cavallino. Direi una bugia se dicessi di averci creduto". 

Roma - L’ultimo "stress" di una stagione avvelenata è stato "inutile", perché alla fine su "tanta slealtà ha vinto la giustizia". Luca Cordero di Montezemolo si gode il trionfo della Ferrari: i veleni della spy story e anche lo strascico con il ricorso per presunte irregolarità delle monoposto Bmw e Williams che ha lasciato appeso fino a tarda notte il titolo iridato di Kimi Raikkonen, sono alle spalle. Il presidente delle Rosse pensa al successo a cui "direi una bugia se ci avessi creduto" ammette, ma in cui tutta la squadra di Maranello ha sempre sperato. Ed è proprio la forza del gruppo che il presidente dell’azienda leader del made in Italy nel mondo, all’indomani della vittoria sportiva del finlandese, vuole esaltare. "La nostra forza è non mollare mai - ha detto ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport - e il merito di questa vittoria va agli uomini e alle donne della Ferrari. Dal 2000 a oggi abbiamo vinto sei campionati del mondo piloti: vuol dire che è gente che non molla mai e si impegna giorno per giorno".

"Noi siamo una squadra" Un marchio di fabbrica che fa grande la Ferrari e che invece non possono vantare altre scuderie rivali. Prima fra tutte proprio la McLaren, che ha perso all’ultimo gp il titolo. "Noi siamo una squadra e si è visto - prosegue Montezemolo - all’ultima gara i piloti si aiutano. Ho capito che potevamo vincere dopo la partenza di Hamilton, si vedeva che era nervoso. Noi abbiamo fatto i migliori tempi in gara, anche negli ultimi giri: ho pensato 'questi sono matti'. Spero glielo dicano dai box. Ma la superiorità tecnica era evidente". Tanti controlli, tante verifiche: sono il frutto "della complicazione delle macchine, a maggior ragione le informazioni possono essere utili. Le differenze sono di centesimi" ha spiegato, riferendosi alla vicenda di spionaggio che ha visto la Ferrari parte lesa.

Sentenza discutibile "A luglio, di fonte a quell’incredibile prima sentenza che diceva che era chiaro che una squadra aveva avuto un comportamento antisportivo e sleale, ma siccome non si vedevano dei dati precisi di vantaggi tecnici non si riteneva di intervenire, io dissi non finisce qui - ricorda Montezemolo -. E abbiamo lavorato giorno e notte, ringrazio anche la polizia, per far emergere la verità. Perché sarebbe stato paradossale se avesse vinto un pilota con una macchina definita non regolamentare e squalificata. Speriamo che ci siano più carezze e che alle corse si mandino commissari professionisti e non dilettanti allo sbaraglio". Quella sentenza resta "discutibile nell’aver salvato i piloti: si crea un precedente pericoloso, è come un fantino che vince con un cavallo dopato".

"Da 11 anni al vertice" Ma le polemiche il presidente di Confindustria vuole lasciarle alle spalle. "La Ferrari è la mia vita, da undici anni siamo al vertice - dice - Nell’anno dopo Schumacher abbiamo avuto il pilota che ha vinto il mondiale, Massa il maggior numero di pole. In Italia ci sono persone fantastiche e la nostra vittoria dimostra che chi è capace, rischia è premiato. È stato campionato combattuto, vivo e quando arrivano all’ultimo minuto le vittorie sono più belle". Lodi anche alla coppia di piloti: "Massa è un ragazzo straordinario e se non ha vinto il mondiale è per colpa nostra perché non lo abbiamo messo in condizione di affidabilità. Kimi è unico, Schumacher è stato il suo primo estimatore. È un uomo come temperamento e come lealtà. Abbiamo una coppia straordinaria".