Montezemolo si schiera: Berlusconi ha deluso Il Pdl: scenda in politica

RomaIn questo strano agosto della politica ci si può aspettare qualsiasi cosa. Colpa delle ubbie finiane che hanno devastato dall’interno una maggioranza altrimenti difficilmente demolibile.
E in questo «brodo primordiale», come lo avrebbe definito l’arboriano Pazzaglia, anche una voce fuori campo, per quanto nobile, ha un effetto choccante. Italia Futura, il think tank del presidente Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, è uscita dal letargo estivo e sul proprio sito Internet ha pubblicato un commento non proprio generoso verso il governo Berlusconi.
«Andare alle elezioni non risolverà alcun problema. Perderemmo solo altri sei mesi», si legge nella nota che potrebbe anche essere farina del sacco del direttore dell’associazione Andrea Romano. «Berlusconi, Fini e Bossi - prosegue - hanno il dovere di chiudere lo scontro istituzionale che non è degno di un Paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma elettorale anche minimo, di riforme essenziali».
Fin qui nulla di particolare se non l’invito alla concordia. La stoccata arriva dopo. «Berlusconi è stato uno dei più capaci imprenditori italiani - prosegue - e sa bene che un leader si misura sulla base dei risultati. Questi, nel giudizio dei cittadini, sono deludenti». L’attacco viene poi mitigato. «Non è che Berlusconi non abbia motivi legittimi di lagnanza», conclude ma dovrebbe aver imparato a «saper gestire gli alleati» e poi le elezioni non risolverebbero perché l’attuale legge elettorale svilisce «l’importanza del mandato popolare».
Le repliche non si fanno attendere. Più o meno cariche di sottintesi come nel caso del coordinatore Pdl, Sandro Bondi. «È una bella notizia», ha dichiarato auspicando che Montezemolo «si decida a sciogliere i residui tentennamenti e compia una chiara e coerente scelta politica» giacché «la democrazia si avvantaggerà di posizioni coraggiose e trasparenti». Non si tratta della solita pacatezza bondiana: il ministro ha utilizzato lo stesso vocabolario montezemoliano. E non a caso.
Più diretta la risposta del capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: «Montezemolo, come anche qualcun altro, per ora sta in riva al fiume, sperando che passino le spoglie dei suoi avversari di centrodestra. Ma corre il rischio di rimanere indefinitamente su quella riva». Più preoccupato il ministro Gianfranco Rotondi che vede già il ribaltone profilarsi sotto le mentite spoglie della balena bianca. «Sono giorni che spiego al mio Pdl che sono tutti cascati nella manovra funzionale alla discesa in campo del presidente col ciuffo», ha detto.
E se il capogruppo al Senato Gasparri riafferma che «in politica bisogna prendere i voti per contare» ed è meglio che Montezemolo si concentri sulla Formula 1, il leghista Calderoli ribatte che l’ex presidente Fiat «parla perché ha appena festeggiato San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti». L’evoluzione del quadro in Futuro e Libertà si misura con le parole delle «colombe» e dei «falchi». Il moderato Moffa ha sottolineato che «di tutto c’è bisogno fuorché di appelli ambigui» rilevando che Confindustria, guidata dal manager fino al 2008, «non ha espresso riserve sull’azione dell’esecutivo». Il pasdaran Bocchino invece sogna già l’esecutivo di salute pubblica: «Se la maggioranza verrà meno, sarà perché Berlusconi ha voluto sfasciare il centrodestra e allora tutti sono interlocutori».