Montezemolo: "Sta crescendo il malcontento per la troppa burocrazia e il fisco"

Il presidente di Confindustria: "Il Paese è costretto al fai da te di fronte ai tempi di risposta incompatibili della
burocrazia e con una pressione fiscale che diventa insopportabile
non tanto nella quantità, ma perchè in cambio non riceviamo servizi di livello
adeguato"

Bergamo - Secondo il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, «si acuisce un malcontento e la sensazione di un paese costretto al fai da te di fronte ai tempi di risposta incompatibili della burocrazia e - ha proseguito - con una pressione fiscale che diventa insopportabile non tanto nella quantità, ma perchè in cambio non riceviamo servizi di livello adeguato». Lo ha detto parlando all’assemblea degli industriali di Bergamo. Inoltre «per le infrastrutture non ci sono fondi disponibili e il tempo per realizzarle è infinito per colpa di una macchina paese con troppi passaggi e veti che fanno aumentare tempi e costi a dismisura». Di fronte a questo scenario «Confindustria - ha scandito Montezemolo - non smetterà mai di incalzare per la modernizzazione e la riforma del sistema paese».

"Correggere distorsioni negli studi di settore" Bisogna correggere «gli indicatori economici che si traducono in una pressione fiscale slegata dall’attività reale delle imprese». È l’appello del presidente di Confindustria a mettere mano per correggere gli studi di settore dopo aver comunque ottenuto «un primo risultato con l’impegno del governo a rinviare la data dei versamenti in acconto per le imposte sui redditi di imprese, che si aggiunge al rinvio per la presentazione dei modelli Unico». La questione degli studi di settore, come ha sottolineato Montezemolo «colpisce soprattutto le piccole imprese», e quindi «Confindustria sarà inflessibile». Montezemolo ha poi aggiunto che «occorre favorire le condizioni per la ripresa economica, non mortificarle» e soprattutto «il fattore tempo di risposta diventa un elemento sempre più decisivo».

Al contrario finora «il sistema paese non ha offerto un sostegno o semplificazione, alleggerendo il peso della burocrazia», assumendo invece un «sentimento spesso di contrarietà nei confronti dell’impresa». E in particolare Montezemolo ha ribadito ancora una volta che «dal primo gennaio 2008 l’Italia sarà il paese con maggiori imposte sulle imprese» mentre occorre disegnare nuove «regole del gioco con i sindacati e con il governo, come ha cercato di fare Confindustria con il tavolo sulla produttività. Questo per fare - ha concluso - in Italia quello che hanno già fatto in Germania, in Austria, dove si può lavorare fino a 60 ore alla settimana, mentre in Francia l’orientamento delineato da Sarkozy si muove in questa direzione».