Montezemolo striglia la Ferrari: «Vinciamo le corse che restano»

Riunione lunga, a tratti tesa, quella di ieri a Maranello. Da una parte il presidente Luca di Montezemolo, dall’altra l’intero vertice sportivo, Jean Todt in testa. Al termine dell’incontro un po’ meeting un po’ strigliata, il presidente ha fatto sapere: «Possiamo vincere tutte le corse che restano, ne abbiamo le capacità». Quindi ha analizzato l’intera annata, puntando l’attenzione sull’affidabilità non rivelatasi all’altezza degli standard Ferrari e su certi svarioni di troppo (vedi Massa senza benzina in qualifica). Poi l’invito a dare il massimo in queste ultime sei gare.
Questo sul piano sportivo. «Quanto a tutto il resto ci penseremo io e Todt, insieme ai nostri legali - ha proseguito Montezemolo riguardo la spy story con la McLaren e le denunce per sabotaggio e trafugamento di informazioni a carico dell’ex tecnico Nigel Stepney -. Come ho già ripetuto quello che è accaduto è di una gravità inaudita e noi andremo fino in fondo con grande determinazione e profonda convinzione: sul piano legale con i procedimenti in corso in Italia e in Inghilterra e su quello sportivo con l'udienza della Corte d'Appello della Fia in programma il 13 settembre a Parigi (a porte aperte, ndr). Per la Ferrari è fondamentale che tutta la verità su questa brutta storia possa apparire chiaramente agli occhi del mondo». Ovvero: nessuno si siederà a un tavolo per far pace come auspicato dal patron McLaren e suggerito anche da Ecclestone.
Sul fronte inglese, ieri lo stesso Ron Dennis ha confermato il ricorso in appello per la cancellazione dei punti costruttori nel Gp d’Ungheria (per via del presunto gioco di squadra ai danni di Hamilton, ndr). Mentre sull’addio di Alonso al team, il suo manager, Garcia Abad, fa sapere: «Ho parlato con Dennis, e mi ha assicurato di non aver mai detto “può anche andarsene...”. Quanto a noi, vogliamo solo vincere il mondiale quindi, per Fernando, ci sono solo due squadre: McLaren e Ferrari».