Montezemolo sull'evasione: "Solo lo 0,8% dichiara 100mila euro l'anno. Scandaloso"

Il presidente di Confindustria attacca gli evasori: "Abbiamo la pressione fiscale fuori da qualsiasi classifica, perché pochissimi pagano le tasse". Poi sulla legge Biagi: "Se uno strumento funziona è inutile cambiarlo"

Milano - "Oggi siamo fuori da qualunque classifica europea in termini di fisco sulle imprese e anche per la grande pressione fiscale per chi le tasse le paga veramente. Solo uno 0,8% di italiani che dichiara oltre 100mila euro è uno scandalo con cui dobbiamo confrontarci". Così il presidente di Confindustrua, Luca Cordero di Montezemolo, nell’intervento all’Assolombarda, richiama l’attenzione sul tema della fiscalità e dell'evasione.

Malessere del Nord "Il malessere che serpeggia al Nord è frutto di una distanza abissale tra le istanze dei cittadini e le risposte e noi imprenditori sappiamo quanto i tempi siano importanti ed è per questo che chiediamo una maggiore coesione tra la politica e senso del mercato" continua il presidente di Confindustria. "Di fronte a quello che chiediamo alla politica - sottolinea Montezemolo - sia ha l’impressione che la politica sia rissa, alterco, discussione su tutto e su tutti e che voglia mantenere il potere rischiando così di perdere il Paese. Nei confronti della politica noi abbiamo l’obbligo di doverla stimolare per evitare il vuoto tra il Paese reale e il mondo politico. Non vogliamo il Paese del 'fai da te' dove ognuno fa del suo meglio per far bene, ma dove si rischia di avere gli italiani ma non l’Italia. Il Paese non può essere, su alcuni argomenti, né di destra né di sinistra, ma deve compiere delle scelte perchè non possiamo avere un’auto così complicata da non consentire, a chiunque sia il pilota, di guidarla alla vittoria".

Legge Biagi "Se uno strumento funziona non è accettabile modificarlo solo per ragioni di bandiera o ideologiche". Così Montezemolo, approfittando dell’assemblea di Assolombarda, si è rivolto al ministro del Lavoro, Cesare Damiano, in sala, ad ascoltare il suo intervento, a proposito della idea di apportare alcune modifiche alla legge Biagi. "Le norme che hanno introdotto la flessibilità contrattata nel mondo del lavoro - dice - hanno dato eccellenti risultati di sviluppo e di occupazione e quindi se uno strumento funziona non è giusto modificarlo".