Monti incontra i tassistiProteste e petardi a RomaDomani un nuovo vertice

Ancora caos sulle liberalizzazioni, il tavolo con il governo non ha placato i tassisti: proteste e lancio di petardi in via del Corso

Fumata nera. L'incontro tra sindacati dei tassisti e governo sulle liberalizzazioni ha segnato un nulla di fatto, domani ci sarà un nuovo vertice. Oggi il Circo Massimo è stato preso d'assalto da un centinaio di auto bianche provenienti da tutta Italia. Altri ne arriveranno durante tutta la giornata. Una giornata di proteste con lancio di petardi e bombe carta e presidi sotto Palazzo Chigi. La fine del "tavolo" non ha calmato gli animi e le proteste sono continuate in via del Corso.

Taxi in servizio danneggiati da chi è in agitazione, fischi e insulti all’indirizzo dei colleghi al lavoro. A Roma la protesta dei taxi ha generato anche atti di intolleranza contro chi ha scelto di lavorare: calci e pugni contro le portiere delle auto in servizio.

A convincere i manifestanti ad andare via è stato l’intervento del sindacalista Napoletano Ciro Langella. "Ora stiamo esagerando - ha detto rivolto ai tassisti, per la gran parte partenopei - se continuiamo così il governo non ci convoca più. Ora torniamo tutti al Circo Massimo".

Momenti di tensione si sono registrati a piazza Colonna quando i manifestanti hanno strattonato alcuni giornalisti cercando di strappar loro la telecamera. "Oggi non vogliamo nessun giornalista qui - hanno detto in coro - andate via".

 

Emergono intanto alcuni dati dagli studi di settore pubblicati ieri dal dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia. Tassisti, orafi, baristi e gestori degli stabilimenti balneari hanno un reddito medio annuale inferiore ai 16mila euro. Le cifre si basano sulle dichiarazioni dei redditi rilasciate dai lavoratori autonomi e delle piccole imprese e si riferiscono al 2009. I tassisti, quindi, hanno un reddito medio annuo di impresa di 14.200 euro, gli esercenti degli stabilimenti balneari 13.600, i baristi 15.800, gli orafi 12.300. Tra i professionisti, anche loro al centro del provvedimento sulle liberalizzazioni, si registrano redditi di impresa mediamente più alti: per gli avvocati 58.200 euro l’anno, per gli architetti 30.500, per gli studi medici 68.300, per citarne alcune.