Monti: "L'articolo 18 non sia un tabù"

Ospite a <em>In 1/2 ora</em> il premier difende il decreto liberalizzazioni: "Nessuna iniziativa dilatatoria". Ma <strong><a href="/interni/poste_treni_negozi_e_articolo_18__quante_misure_finite_cassetto/22-01-2012/articolo-id=568159-page=0-comments=1" target="_blank">quante misure rimaste nel cassetto</a></strong>: poste, treni, negozi e articolo 18. Adesso il Professore torna a parlare di riforma del mercato del lavoro: "C’è un legame stretto tra l’operazione decisa venerdì e quello che avvieremo domattina a Palazzo Chigi". E spiega: "L’Italia sta o non sta nel mercato internazionale per la sua capacità di collocare i suoi prodotti. Nel determinare il costo dei prodotti entrano tante cose, il lavoro in modo importante". E rilancia la lotta all'evasione: "Non deve esserci un clima da caccia alle streghe basato sui sospetti, ma un serio contrasto"

"Bisogna contenere le cause". Il sobrio Mario Monti, ospite a In 1/2 ora, difende il decreto "cresci Italia"i e condanna le serrate da parte delle categorie colpite dalle liberalizzazioni che verranno vagliate nelle prossime settimane dal parlamento. Ai microfoni di Luci Annunziata, il premier ha spiegato che "c’è una caratteristica importante e pericolosa di questo paese: per anni si sono rispettati gli interessi delle singole categorie che quelli generali. Interessi che sono legittimi, ma l’insieme degli interessi delle varie categorie dà luogo ad una gabbia che fa danno al proprio Paese, che sprofonda".

Il mercato del lavoro

Secondo il presidente del Consiglio c'è, infatti, "un legame stretto tra l’operazione decisa venerdì e quello che avvieremo domattina a Palazzo Chigi". "L’Italia sta o non sta nel mercato internazionale per la sua capacità di collocare i suoi prodotti - ha spiegato il Professore - nel determinare il costo dei prodotti entrano tante cose, il lavoro in modo importante". E riformare il mercato del lavoro sarà fatto a favore dei giovani: "Più agiamo su altre cose meno dobbiamo agire sul lavoro che però è quota molto grande dei costi delle imprese". Gli obiettivi del governo sono la "semplificazione del mercato del lavoro" con la "riduzione delle segmentazioni e una attenzione particolare ai giovani e al miglioramento qualitativo dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro". Per il governo, dunque, varato il decreto concorrenza-infrastrutture e "avere la prossima settimana le semplificazioni vuol dire che la condizione delle imprese è destinata a migliorare: risparmieranno sui costi".

Articolo 18

Nel pacchetto presentato venerdì scorso il grande assente è, senza alcun dubbio, la riforma del mercato del lavoro. Ma Monti ha ribadito di essere "contrario a trattative che assumano la forma di tabù". "Ci deve essere apertura mentale totale dai tre lati del tavolo al quale ci si siede - ha spiegato - governo e parti sociali". Ad ogni modo, alla domanda sulle indiscrezioni giornalistiche relative a compromessi possibili sull’articolo 18, il Professore ha opposto un secco "no comment" anche perché "domattina cominciamo un negoziato serio con i sindacati e le forze sociali". E, quindi: "Non si devono fare anticipazioni".

Evasione fiscale

Il Professore è tornato a ribadire la centralità della lotta all'evasione fiscale per il governo. "Non deve esserci un clima da caccia alle streghe basato sui sospetti - ha spiegato il presidente del Consiglio - ma un serio contrasto alla evasione". Il governo, è il ragionamento del Professore, sarebbe andato "alcuni gradini in su" nel contrasto all’evasione: "Adesso ci aspettiamo un gettito rilevante, anche se non abbiamo contabilizzato su questo neppure un euro".