Monti è a Londra"Convincerò i mercatiche l'Italia è affidabile"

Il presidente del Consiglio incontra gli investitori della City e vede Cameron a Downing Street. Prima di partire intervista a Radio Vaticana: "Il fisco stanerà i soliti ignoti"

Prosegue il tour in Europa di Mario Monti. Oggi tappa a Londra per il presidente del Consiglio. "Ho rinnovato la nostra volontà di lavorare insieme per il mercato unico - ha detto il premier nella conferenza stampa a Downing Street -. Gran Bretagna e Italia  condividono valori e interessi all'interno dell'Ue, come la volontà comune di risolvere la crisi dell'euro per accelerare i lavori verso crescita. Condividiamo - ha aggiunto Monti - la visione che l'Europa dovrebbe sfruttare meglio il mercato comune e gli assi nella manica di cui dispone. Per questo abbiamo rinnovato il nostro impegno a lavorare al mercato comune". 

Monti ha poi toccato uno dei temi più importanti, quello della guida politica (la cosiddetta governance) dell'Europa: "C’è un problema riconosciuto da tutti e dai mercati in primo luogo di una governance dell’eurozona che non è ancora perfettamente adeguata e all’altezza della sfida. È necessario - ha insistito il premier - migliorare la governance" nell’Ue.

Cameron: appoggiamo il Fmi

La Gran Bretagna appoggia il Fondo Monetario ed è aperta a un aumento delle sue risorse ma è l’Eurozona che deve sostenere l’Euro. Lo ha detto il premier britannico David Cameron, rispondendo a una domanda su una richiesta dell’organizzazione internazionale di un aumento delle risorse per salvaguardare l’economia globale da un peggioramento della crisi in Europa.

 

Monti ai mercati: l'Italia è affidabile

Come di consueto agli incontri istituzionali Monti fa precedere una o più interviste ai giornali più importanti. Arrivato alla sede del Financial Times per il primo appuntamento della giornata, ai giornalisti che gli chiedevano se - nonostante il declassamento di S&P’s e quello probabile da parte di Fitch - pensasse di riuscire a convincere i mercati che l’Italia è affidabile, Monti ha risposto senza esitazioni: "Certo". ha in programma un incontro con oltre 100 investitori della City. E per finire una lezione alla London school of economics. Prima di tornare in Italia un incontro con il vice primo ministro Nicholas Clegg e il leader laburista Ed Miliband. Anche nel Regno di Sua Maestà Monti sceglie un profilo bipartisan.

L'obiettivo: coinvolgere i britannici

"Più il Regno Unito si sente distante dalla costruzione europea, meno gli altri sono in grado di trarre vantaggio dalle molte buone cose che la Gran Bretagna può aiutarci a ottenere. Ci sono molte aree in cui sarebbe bene per tutti avere Londra al tavolo a pieno titolo", ha detto Monti all’Economist. Il settimanale, che lo ha intervistato prima della partenza da Roma, enfatizza molto la sua visita londinese, tornando a bacchettare il Cavaliere: "L’Italia è tornata a essere al tavolo dei grandi dopo esser stata fatta sloggare alla chetichella durante la leadership di Berlusconi". Quanto ai rapporti con Downing Street, secondo il settimanale britannico, aiuterebbe Monti il fatto di essere "una cosa rara, un italiano liberista in fatto di economia". Questo, scrive l’Economist, "dovrebbe agevolarlo nel costruire ponti con l’isolato Cameron".

Un rivoluzionario di passaggio

Il Financial Times pubblica la versione integrale dell’intervista al presidente del consiglio di due giorni fa. Monti è definito "un rivoluzionario di passaggio". Tra i passaggi dell’intervista si evidenzia che, sebbene il premier italiano veda il suo governo come "una parentesi" prima del ritorno di un governo democraticamente eletto, Monti concorda sul fatto che potrebbe comunque condurre una "rivoluzione" prima delle prossime elezioni. Questa, almeno, è l'intenzione del presidente del Consiglio.  in termini del numero di misure che intende approvare prima delle prossime elezioni.

"Il fisco stanerà i soliti ignoti"

Prima di partire per Londra MOnti ha rilasciato un'intervista a Radio Vaticana: "Verrà dimostrato, con risultati certi, che alcuni, molti cosiddetti soliti ignoti diventeranno presto soggetti noti dal punto di vista fiscale". Il maggiore controllo fiscale che il governo intende attuare, ha detto Monti, è un’azione "che non è certo ispirata a mire di vessazione o di accanimento. Non bisogna avere nessuna paura, ma la certezza che chi non rispetta la legge non resterà nell’ombra". Chi evade le tasse, ha aggiunto il presidente del Consiglio, non solo "reca danno ai cittadini" ma "offre ai propri figli un pane avvelenato: alla fine della sua vita lascerà loro qualche euro in più ma li renderà cittadini di un paese non vivibile".