Monti: "No ai vincoli Uesulle finanze pubbliche"

Il premier: "È importante che il Parlamento sia dietro l'azione di governo". E sulla Ue: "Indissociabila l'azione interna rispetto a quella che conduciamo in Europa"

Dopo l'incontro con Angela Merkel, Mario Monti riferisce alla Camera e ribadisce come per il governo è "fondamentale" il contributo del Parlamento. Per il premier, poi, l'Italia "deve cercare un ruolo attivo per condurre l’Europa sul cammino della stabilità e della crescita. È quasi indissociabile l’azione che conduciamo all’interno, con le politiche di risanamento e crescita, rispetto ad azione che cerchiamo di svolgere in Europa per spingerla su un cammino di stabilità e crescita".

Per Monti quindi, le mosse interne non servono se non ci sono azioni simili da parte dell'Unione europea: "È quasi indissociabile l’azione che conduciamo all’interno del Paese rispetto a quella che conduciamo in Europa. Anche per questo, il presidente del Consiglio sta incontrando i colleghi di Francia e Germania. Un nuovo vertice è previsto il 20 gennaio, qualche giorno prima del Consiglio europeo, inizialmente previsto per il 30 e anticipato al 29. Al centro del vertice ci sarà il trattato sul "fiscal compact", la politica fiscale della Ue, di cui si è già discusso l'8 e 9 dicembre scorso. Allora l’esito "è stato soddisfacente solo in parte" e il premier è convinto che stavolta si arriverà "a un accordo a 26". Resterebbe fuori, quindi, la Gran bretagna, da sempre contraria all'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, la cosidetta Tobin tax. A quel punto, "non escludo che la stessa Banca centrale europea si senta più rilassata".

Sul piano interno, l'Italia sta negoziando perché nel patto salva-euro non vengano introdotti "vincoli più rigidi, limiti procedurali, o ulteriori sanzioni" sulle finanze pubbliche degli Stati membri.