Montiel: la mia tremenda vita nei Queens

da Roma

Onore a Mikado, che distribuirà da domani il film A Guide To Recognizing Your Saints, per non aver stravolto il bel titolo limitandosi solo alla sua traduzione. Guida per riconoscere i tuoi santi, premiato al Sundance 2006 e miglior film alla Settimana internazionale della critica di Venezia, è scritto e diretto dall'esordiente Dito Montiel ed è tratto dal suo omonimo e autobiografico libro che racconta i fantasmi dell'estate del 1986, quando, poco più che adolescente, scorazzava per le calde strade nella difficile zona dei Queens con gli amici Antonio, Giuseppe e Nerf. Giorni segnati dagli affetti mancati con il padre e con la fidanzata, dalla rivalità con una banda di ragazzi e da un destino cinico e baro che porta Dito e i suoi amici nell'abisso d'una serie di drammatici eventi.
Il film è tutto raccontato in flashback dal protagonista adulto, interpretato da Robert Downey Jr., che ritorna dopo 15 anni nei luoghi dell'adolescenza per via del padre malato, e ricorda da vicino Bronx, l'esordio alla regia di Robert De Niro ambientato però negli anni '60, tratto da un atto unico dell'attore Chazz Palminteri che curiosamente, quasi a suggellare un ideale legame, non ha rinunciato ad essere presente anche in questo film nella parte del padre del regista. A far sì che le vicende di Guida per riconoscere i tuoi santi non rimanessero solo delle frasi impresse su di un libro ci ha pensato lo stesso Robert Downey Jr. che ha convinto l'amica produttrice Trudie Styler e il suo compagno Sting a portarlo sul grande schermo. Con un cast di attori molto intensi tra cui le importanti presenze femminili di Rosario Dawson e Dianne Wiest.
E che il film di Dito Montiel, a tratti straziante, abbia i suoi santi anche in Italia, lo dimostra il grande interesse di Nanni Moretti che, in veste di padrino d'eccezione, oltre a programmarlo nella sua sala romana doc «Nuovo Sacher», ha anche organizzato un'anteprima ad inviti accogliendo il regista, Chazz Palminteri, Trudie Styler e Sting, con questo benvenuto: «È un film non standard che emoziona e che ogni tanto mi ha sorpreso come non capita spesso. Oltretutto il regista mi ha detto di averlo girato in solo 23 giorni, cosa che a me fa impressione». Per poi infilare, tra un saluto ai famosi presenti (tra gli altri Sandrelli, Giannini e Gerini) e la comunicazione in diretta della vittoria della Roma («Altrimenti accendete i cellulari») una teoria di domande lunga così. A riassumere però l'intera e riuscita operazione ci ha pensato Chazz Palminteri: «La verità è che le Major non si preoccupano molto delle storie, stanno più attente a tirare su un progetto con un buon cast. Nel cinema indipendente come questo c'è invece la passione e la voglia di esplorare nuove frontiere. E poi ci sono i registi alle prime armi che io adoro. Loro sono i veri Michelangelo e Raffaello del cinema».