Montingelli: «Dopo il calo del Natale, atteso il 10% in più di vendite»

«La crisi si combatte comprando». Parola di Giorgio Montingelli, delegato per il territorio dell’Unione del Commercio che alla vigilia dei saldi comincia a fare qualche valutazione.
Quali sono le previsioni per questa stagione invernale di sconti?
«In queste prime due giornate, ci aspettiamo oltre ottocento mila persone in giro per la città. Anche se ci sono stati comportamenti non legali da parte dei negozi di bandiera delle firme che hanno anticipato contro la legge le vendite promozionali prima del via ufficiale del 3 gennaio, con sms o inviti a casa. Bisognerebbe inasprire le multe e i controlli. Mille euro di sanzione non servono a niente, se ci fossero anche dei giorni di chiusura, allora inciderebbe di più».
Quanto spenderanno i milanesi in media per fare acquisti?
«Cinquecento euro a famiglia per tutto il periodo dei saldi, 200 euro a testa in queste due giornate con un incasso complessivo, tra sabato e domenica, di 160 milioni di euro per i commercianti. Normalmente quando la stagione va male, come in questi mesi, il saldo va bene. Quest’anno con i consumi di Natale scesi del 20% rispetto al 2007, ci aspettiamo il 10% in più. Il saldo è un realizzo e non un guadagno: si realizzano soldi spesi per la merce e più si incassa durante gli sconti, meno si è venduto durante la stagione normale».
Ci sono capi o articoli che andranno a ruba?
«Non direi. Il saldo azzera il cambiamento nella scelta. I primi anni c’era merce più vecchia, ora invece solo quella dell’ultima stagione. Anche i negozi italiani inoltre hanno iniziato ad adottare il “take off” come all’estero. Nella prima settimana, la percentuale di sconto è del 30% per poi salire al 50% nella seconda settimana, al 60-70% verso la fine».
Qualche avvertenza da dare ai consumatori?
«Bisogna fare attenzione che l’articolo scontato non siano merce prodotta per i saldi che vale di meno del prezzo ribassato a cui si compra. Andare nei negozi dove in vetrina o sulla porta è esposto l’adesivo “saldi chiari”, garanzia di esercizi certificati. Il saldo deve essere un’operazione commerciale di svuotamento dei magazzini, dei prodotti invenduti e non una stagione normale di vendita. E poi, spendete, spendete, spendete».