È Montolivo il vero regalo di Natale

La fine del «così e così». La partita del «big bang», un’esplosione primordiale di tutto il bene e il male di questa squadra: bella e indolente, fragile e presuntuosa, allegra e a volte prevedibile fino alla noia. Poteva essere l’inizio della fine, e a occhio e croce è una domenica da segnare con cerchietto rosso sul calendario. Un primo tempo imbarazzante - il peggiore da mesi - il secondo perfetto (o quasi). E alla fine sembra già Natale: il primo dono è Montolivo, atteso, acclamato, contestato, amato e snobbato. Ha tirato in porta come a Cagliari, ma stavolta aveva voglia di scardinarla. È uscito male dal campo? Speriamo che non smaltisca l’arrabbiatura, se reagisce così alle polemiche. Nel secondo pacco natalizio c’è dentro un rigore: non è stato un regalo, ma una sorpresa grossa sì. Gli arbitri ci hanno dato talmente tanti pacchi-fregature che abbiamo stropicciato gli occhi e gli orecchi, per quel fischio. Terzo regalo: è tornato Mutu, ha giocato alla grande, «j’a fatto er cucchiaio», e ha messo sul piede di Gilardino un gol fatto. Gila? Il regalo è arrivato all’inizio dell’anno, dal Milan, e ancora non ci è venuto a noia. Se andrà in prescrizione il «peccato mortale» di Palermo - la manina - di falli così ne subisce uno partita: non è partigianeria, ormai è statistica. Frey sia benedetto.
Se sarà davvero svolta lo vedremo, all’Olimpico più che in Champions. Il passo e la voglia devono essere questi. La squadra ha gli attributi e Prandelli ce l’ha in mano, la squadra.