Monumento a Giuliani: An denuncia il Comune

Due consiglieri regionali di Alleanza nazionale: è apologia di reato. Furioso il sindacato di polizia e persino tra i Ds c’è chi prende le distanze

Francesco Gambaro

da Genova

La decisione del Consiglio comunale di Genova di dedicare un cippo commemorativo a Carlo Giuliani è «grave e irresponsabile». Così grave e irresponsabile che ieri Gianni Plinio e Gianni Bernabò Brea, rispettivamente capogruppo regionale e comunale di Alleanza nazionale, sono passati al contrattacco denunciando il comportamento del Comune e minacciando il ricorso a vie legali contro l'ordine del giorno presentato dal Ds Massimiliano Morettini approvato con 23 sì, 20 no e un astenuto. I due esponenti di An hanno dato mandato all'ufficio legale della Federazione provinciale del partito di impugnare davanti all'autorità giudiziaria la decisione del Comune di erigere un cippo per Carlo Giuliani. «Non è ammissibile che una istituzione avalli una apologia di reato con una scelta grave e irresponsabile e che divide profondamente la nostra città», tuona Plinio. Che parla di «rozza strumentalizzazione dei drammatici fatti del G8 in cui Genova fu messa a ferro e fuoco da bande di ultrà comunisti violenti a stento arginati dall'impegno sacrificale degli agenti delle Forze dell'ordine». Una decisione controversa, quella del Consiglio comunale, criticata anche da una parte della sinistra. Angela Burlando, consigliera Ds, vice questore ai tempi del G8, ha votato contro «non condividendo il modo in cui quella protesta fu portata avanti». E proprio dal Sappe, il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, sono arrivate ieri altre bordate dirette al Consiglio comunale di Genova. «Si vuole fare diventare un esempio chi, insieme a decine di teppisti, assaltava una camionetta dei carabinieri con a bordo tre militari feriti», scandisce Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe. Che insiste: «Volerne fare a tutti i costi un simbolo positivo, un’icona del giusto al quale dedicare addirittura un monumento, non appare solo azzardato sul piano della ragione, ma anche provocatorio in quanto funzionale alla continua e indefessa ricerca della contrapposizione con le istituzioni: una cultura pericolosa che non ha mai portato cose buone per la società civile».
Non si può confondere - rincara il capogruppo regionale di An Plinio - «l'umano cordoglio per un ragazzo perito in tragiche circostanze con l'adulterazione della verità nel tentativo di trasformare gli aggressori in aggrediti». Ce n'è anche per il sindaco di Genova Giuseppe Pericu. «È in ogni caso vergognoso - scrivono i due rappresentanti di Alleanza nazionale - che il sindaco e le sinistre genovesi dedichino un cippo a Carlo Giuliani, mentre lo neghino a Fabrizio Quattrocchi, giovane lavoratore genovese caduto in Irak e luminosa ed esemplare figura di eroe italiano».
Il segretario generale del Sappe, Roberto Martinelli, coglie l'occasione per ribadire la richiesta di istituire una «Giornata della memoria dei caduti nell'adempimento del servizio». Il 27 maggio scorso, il Sappe ha già dedicato una giornata alla memoria dei carabinieri Mario Tosa e Vittorio Battaglini, vittime delle Brigate rosse, del poliziotto Giuseppe Verduci, vittima della criminalità, del magistrato Francesco Coco, del poliziotto Giovanni Saponara, del carabiniere Antioco Deiana, del sindacalista Guido Rossa e del colonnello dei carabinieri Antonio Esposito, tutte vittime del terrorismo.