Il monumento a Giuliani è un tradimento a Balilla

Tursi preferisce i no global a chi disse «Che Linse»

Egregio direttore, affinché voglia ospitare questa mia, mi rivolgo a lei sempre così attento e sensibile anche a questioni di politica locale e problematiche dei nostri quartieri. Purtroppo, da anni, tutta la città è interessata da un profondo degrado che non risparmia nessuna zona. Mi riferisco al monumento di Giovanni Battista Perasso, detto Balilla: non sto a ricordare chi era e cosa ha fatto perché voglio sperare che tutti i genovesi lo sappiano, visto che fa parte a pieno titolo della nostra cultura e della nostra secolare storia cittadina. Sicuramente di quella storia in cui Genova aveva orgoglio, carattere, grinta e volontà di risorgere dai momenti più difficili. Forse a non sapere o a far finta di non sapere chi è Balilla sono certi amministratori che a chi disse «Che Linse» scagliando un sasso contro gli austriaci, preferiscono qualche giovane no global che lancia estintori contro i carabinieri perché rappresentano lo Stato, al quale vogliono addirittura dedicare una piazza.
Decisione, questa, che costituisce un volgare insulto e un grave oltraggio alle forze dell’ordine e a tutti i genovesi onesti. Eppure il monumento di Balilla, anche se non proprio in bella vista, è ubicato nel cuore cittadino e non di meno proprio davanti al Palazzo di Giustizia da dove quotidianamente entrano ed escono decine di persone, tra cui il fior fiore della classe forense cittadina. Non solo l’aiuola che lo ospita ma anche quella antistante sono ricettacolo di rifiuti. Probabilmente il disegno subdolo di certa sinistra è affossare e dimenticare identità, tradizione, radici, eroismo e mito per appiattire tutto e tutti in una società multietnica e relativista. Invito sindaco, giunta e assessorati, anziché stanziare 150.000 euro per il campo nomadi di Bolzaneto, a dare un minimo di decoro al monumento in questione, intervento che costa indubbiamente molto meno! Ricordo a lor signori che il biglietto da visita di una città sono anche le condizioni delle sue strade e dei suoi monumenti e che chi rinnega le proprie radici non ha futuro.
Alternativa Sociale
con Alessandra Mussolini