Monumento alla sinistra

A noi mancini in fondo «c’ha rovinato la guera», come piangeva l’Alberto Sordi di Un americano a Roma che pure era destrorso... Se non c’era la «guera» magari mio papà emigrava a New York, io diventavo cittadino Usa e poi presidente della Repubblica. Sugli ultimi sei inquilini della Casa Bianca, quattro infatti erano soliti utilizzare la sinistra per tenere la barra del potere e nello scontro in corso fra Obama e McCain la destra, nel senso «manuale» del termine, è fuori gioco, visto che entrambi i contendenti sono adepti della «mano del diavolo»...
Io sono un mancino totale e quindi sono un genio totale. Secondo una ricerca della riviste Nature Neoscience quelli come me usano entrambi gli emisferi del cervello per parlare, eccellono nella visione simultanea delle cose, elaborano più informazioni... L’ho sempre saputo, ma il conforto della comunità scientifica fa comunque piacere. Come tutti i geni, da ragazzino ero un genio incompreso. Alle elementari le suore mi legavano il braccio sinistro dietro la schiena, per costringermi a scrivere «come gli altri bambini normali della tua età». Per quanto «torturato» ho resistito e non ho abiurato, ma la cosa intellettualmente, come ben si capisce, mi ha segnato. Non dico un monumento, ma una medaglia al mancinismo penso di essermela meritata.
Se mi guardo intorno, sono in buona compagnia. Giulio Cesare, Alessandro il Grande, Carlo Magno, Napoleone erano gente sinistra (nella mano non nell’animo), così come Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Se non sono diventato un grande condottiero o un genio della pittura, è stato solo un caso, mi sono distratto e ho perso il mio treno della celebrità. Sinistri (come sopra) sono stati in campo calcistico Pelè, Crujiff, Maradona, e infatti quando giocavo a pallone ero soprannominato «il Pelè bianco» del mio liceo. Sul campo da tennis i miei gemelli erano Lever, McEnroe, Connors e ho detto tutto...
Il mio amico e maestro Alberto Pasolini Zanelli dice che fisicamente assomiglio a Mark Twain (non ho mai capito se è un complimento), che infatti era mancino di scrittura. Il mio sarto dice che ho la stessa eleganza di Cary Grant, mancino anche lui, tanto quanto il mio sarto è bugiardo.
Se dunque «Il mondo si guida con la sinistra», come l’altro giorno titolava La Repubblica, io ho tutte le carte in regola per un posto di comando e quindi voglio dire al mio direttore, che è di destra, sempre nel senso delle mani, di farsi da parte e affidare la guida del Giornale al sottoscritto di sinistra. Così facendo, diamo anche un taglio alla polemica fascismo-antifascismo.