Monza, il capo Ultras compra i biglietti per due genoani

Marco Pirola

da Monza

Sei di Genova niente biglietto. Recuperare un tagliando per la partita di domenica tra Monza e Genoa è diventato più complicato che vincere al superenalotto. Ed anche ai brianzoli prusosangue sono fatte mille difficoltà. Viene chiesta la carta di identità, segnato nome e cognome sul tagliando e non se ne può acquistare più di uno a testa. Vale per la tribuna mentre. Per la curva non se ne parla neanche essendo i tagliandi già distribuiti. Di questi 2.999 al Genoa per la nord e altrettanti per quella dei tifosi locali. Restrizioni che durante il campionato non sono mai state applicate perché non obbligatorie in C1. Del resto non ce ne è mai stato bisogno perché a Monza più di mille tifosi per volta sono venuti raramente.
Nella città brianzola stanno facendo di tutto per scoraggiare l'acquisto di tagliandi a cominciare dal luogo dove vengono venduti i biglietti. Non più al Monzello sede dove si allea la squadra, ma direttamente ai botteghini dello stadio. Siamo arrivati al paradosso che il capo degli ultras monzesi ha dovuto garantire di persona esibendo la propria carta di identità e quella di un amico per dare soddisfazione a due ragazzi di Genova che avevano marinato la scuola per venire in Brianza a comperare due biglietti di tribuna per loro stessi. Il responsabile del botteghino è stato tassativo: «Sulla carta di identità c'è la residenza Genova e quindi niente biglietto». A nulla sono valse le proteste dei presenti anche monzesi venuti in soccorso contro una norma assurda. Solo l'intervento di Andrea Arbizzoni, storico esponente dei Sab, 300 iscritti tra la curva Davide Pieri, ha risolto la situazione. «Tra le due tifoserie non corre certo buon sangue - commenta Arbizzoni - ma la situazione paradossale a cui ho assistito personalmente non la posso digerire come tifoso prima ancora che ultras. I due ragazzi non hanno chiesto la luna e nemmeno l'hanno chiesta gratis. Volevano solo pagare per due biglietti. Due, non mille o cento. Assurdo».
E mentre la lotta per il biglietto diventa titanica sale la febbre per la sfida. Gli ultras si stanno preparando. Sab, Graziosa Group e Cub in tutto 50 fedelissimi hanno invitato i propri iscritti ad indossare una maglietta rosso fuoco per la grande sfida che vale un campionato. Una coreografia insolita per Monza abituata a pochi fedelissimi sugli spalti. Polizia, carabinieri si stanno mobilitando quasi come durante il Gran premio d'Italia di settembre. C'è la paura di incidenti prima e dopo la gara. All'orizzonte c'è ancora lo spettro del rifiuto della Federazione di negare il recupero della partita di calcio che il Genoa era costretto a giocare fuori casa all'inizio di campionato. Monza è troppo vicina avevano sentenziato allora, ci sono seri problemi di ordine pubblico. Gli stessi che si presenteranno domenica pomeriggio quando migliaia di tifosi liguri si presenteranno ugualmente al Brianteo senza biglietto sperando di poterne acquistare uno. Il settore distinti non è agile e non è stata fatta una deroga come è avvenuto a Salerno sette giorni fa. Il settore a rischio è quello della tribuna dove è impossibile selezionare chi entra. Da qui le restrizioni sulla vendita che sta avvenendo con il contagocce. Che succederà domenica sul piazzale del Brianteo quando si affronteranno migliaia senza biglietto liguri e non?