Monza La città sta con Radolli. La Lega: sit in al tribunale

Si fa presto a dire innocente. Lo dicono tutti, ma Remigio Radolli, il gioielliere rapinato e massacrato di botte, per la giustizia è un indagato. Ma Monza non ci sta e si ribella. La Lega Nord ha deciso di rispondere a muso duro con una serie d’iniziative di sostegno e di protesta contro la decisione di Stefania Di Tullio, il pubblico ministero di Monza. Per il commerciante che ha ferito un rapinatore con la sua calibro 22 al termine della violenta razzia di tre «sbiellati» che con tanta prepotenza hanno fatto incursione nel suo esercizio di Cinisello Balsamo. Negozi da prima linea. «Stiamo organizzando molto in fretta – assicura Massimiliano Romeo, segretario del Carroccio di Monza e Brianza - una manifestazione davanti al tribunale. Vogliamo dire a chiare lettere che siamo indignati dalla decisione di indagare un onest’uomo, colpevole solo di aver difeso se stesso, suo figlio e il suo lavoro. Invitiamo i commercianti a partecipare in massa. Siamo di fronte a una decisione indescrivibile. Davanti al Palazzo di Giustizia saremo in centinaia. Lo garantisco». Piena solidarietà a Radolli arriva dall’Unione Commercianti di Corso Venezia. Luca Squeri, consigliere delegato alla sicurezza di Confcommercio, alza i toni: «Siamo di fronte a una formula magica. Gli esperti ci assicurano che è un atto dovuto. Per noi è voluto. Abbiamo sempre dimostrato rispetto verso la magistratura, ma a questo punto dico che deve meritarselo». Il rappresentante dei commercianti è deciso «perché il buon senso vuole che non può finire sul banco degli imputati la vittima. Se lo esige la legge ci appelliamo ai politici: cambino la legge». «Remigio - aggiunge Squeri - è uno di noi e noi siamo con lui. Siamo pronti anche a un sostegno economico per far fronte alle spese legali». A fianco del gioielliere anche Roberto Alboni, capo gruppo vicario del Pdl in Regione: «Chiedo che il negozio sia immediatamente dissequestrato. Remigio Radolli deve lavorare».