Monza dà il benservito all'Unione

La Cdl riconquista la terza città della Lombardia con Mariani: punto alla concretezza come la Moratti

Monza - Monza volta pagina e dà il benservito alla sinistra. Gli elettori hanno sfrattato il sindaco Michele Faglia e Marco Mariani è il nuovo primo cittadino. Vittoria della Cdl che ha conquistato il 53,3 per cento dei consensi contro il 41,8 raccolto dalla sinistra. E così hanno un sapore profetico le parole pronunciate dal Cavaliere in campagna elettorale: «Anche a Monza la sinistra si è mostrata incapace di risolvere i problemi e di dare risposte efficaci ai cittadini. La maggioranza di Prodi non è altro che minoranza nel Paese, ogni voto andato a Mariani è un cartellino rosso per Prodi e la sua maggioranza divisa su tutto». Come dire: uno sberlone che la terza città della Lombardia dà al governo dell’Unione. Un successo completato alle porte di Milano dall’inversione di rotta di Rho, Buccinasco e Melegnano, passate dal centrosinistra al centrodestra mentre il Polo resta alla guida di Legnano e Magenta. Nessuna sorpresa nella «rossa»a Sesto San Giovanni, dove Giorgio Oldrini si conferma sindaco.

Voto sì politico ma pure amministrativo e che, afferma Mariani, dev'essere «immediatamente » seguito «dall'impegno di tutti gli amministratori della Cdl di fare squadra e prepararsi alle provinciali del 2009». Prima dichiarazione pubblica del nuovo sindaco consapevole che la consultazione del 27 e 28 maggio è stato un test importante anche in previsione delle elezioni provinciali, che nel 2009 vedranno i monzesi e tutti gli elettori brianzoli chiamati per la prima volta alle urne a scegliere il presidente e il consiglio della «loro» nuova Provincia. Appuntamento di domani mentre Mariani e il centrodestra cancellano lo smacco patito cinque anni fa e festeggiano la cacciata «del sindaco radical chic», quello che per tre mesi ha fatto una campagna elettorale serrata. Lo slogan di Faglia? «Mi piace questa Monza» che, a spoglio ultimato, i supporter di Mariani stanno modificando facendolo precedere da un «adesso». Unabocciatura pesante che Faglia fatica a digerire. C’è sconforto ma anche rabbia nelle sue prime dichiarazioni. E nel mirino finisce pure il governo Prodi: «Ho la coscienza tranquilla perché so di avere dato il massimo. Mi stupisce questa città che ha sempre rifiutato il fascismo e che oggi vira a destra. Il voto dato dai monzesi è più politico che amministrativo».

Più che ai suoi slogan, comunque, i monzesi sembrano aver creduto alle ragioni di Mariani che in campagna elettorale ha battuto sui demeriti di Faglia, l'architetto che ha cementificato anche troppo, che ha impedito alla minoranza di centrodestra di svolgere il proprio lavoro nell'aula consiliare e che per cinque anni ha fatto lievitare le spese legali del Comune con decine e decine di cause intentate contro l'amministrazione dai cittadini. Cittadini che, chiosa Mariani, ben conoscono Faglia, «con lo studio a cinquanta metri da casa, lui che da sindaco girava in bicicletta mentre i suoi cittadini impazzivano nel traffico, con le piste ciclabili imposte dal sindaco “rosso” anche se riducevano le carreggiate». Fotografia di un sindaco, Faglia, troppo simile «ai contestatori di sinistra che negli anni Settanta giravano per Monza su costosissime moto e avevano casa a Portofino» aggiunge Mariani.

Immagine del passato che il voto di Monza cancella al primo turno confermando tutti i sondaggi elettorali, così come cancella quell'«incidente di percorso » che cinque anni fa portò al governo Faglia. «L’unità dello schieramento paga, la sconfitta del 2002 evidentemente è servita» commenta Mariani. E Massimo Ponzoni, assessore regionale e responsabile regionale dell' organizzazione di Forza Italia, aggiunge: «Il voto che porta la Casa delle libertà alla guida di Monza è la vittoria dei cittadini che lavorano, che producono e che scelgono di farsi rappresentare da chi crede nello sviluppo e nel benessere di tutti ».

Insomma la vittoria del centrodestra al primo turno fa tornare Monza ad essere un punto di riferimento che «parla di concretezza, come quella attuata dal sindaco di Milano Letizia Moratti», esempio che Mariani cita ai cronisti, non primadi aver ribadito la necessità di «un serio piano per la sicurezza: tavolo con le forze dell'ordine e poi telecamere, sorveglianza notturna, aree dismesse da recuperare » e quella di stoppare «lo strangolamento del parco di Monza, quello messo in atto da Faglia anche con la Villa Reale e l'autodromo ma pure con il golf». Impegni su impegni di un sindaco consapevole che guardare al futuro di Monza significa diminuire le tasse che gravano sui cittadini e ridurre sprechi e inefficienze.