Monza tenta il blitz contro il Pirellone

Marco Pirola

Parlare di Urbanistica a Monza è come camminare sul tapis roulant, si torna sempre al punto di partenza. A quel Piano regolatore entrato in vigore 30 anni fa e che nessuna giunta è riuscito a cambiare. Ci hanno provato tutti i colori politici, senza risultati. Ora la sinistra monzese inizia la campagna elettorale cercando di aggregare le frange critiche sull'operato del sindaco, accelera i tempi proprio mentre la Regione voterà il 4 luglio la modifica alla legge che porta, tra gli altri accorgimenti, le salvaguardie da 5 a 3 anni. La commissione Urbanistica ha licenziato il Piano di governo del territorio che ora è pronto per passare in Consiglio. I partiti della Cdl da mesi disertano le riunioni, ad eccezione della Lega. In aula sarà un'altra musica. Da mesi la maggioranza di sinistra che regge il palazzo di piazza Trento e Trieste non riesce a far approvare nulla, inchiodata dall'ostruzionismo dei partiti di opposizione. Ci ha messo 6 mesi per far approvare il regolamento degli animali, il Piano urbano del traffico è sepolto sotto una valanga di emendamenti. Sul Pgt la «fabbrica degli emendamenti» è già al lavoro e si prevedono tempi biblici in aula. L'amministrazione difficilmente riuscirà ad approvarlo prima del 4 luglio e adottarlo prima della scadenza del mandato.
Nei 4 anni di amministrazione Faglia è rimasto nel cassetto il Piano approvato dalla giunta di centrodestra prima della fine del mandato. Mai pubblicato nonostante le 600 osservazioni presentate dai monzesi. Ma nelle aule dei tribunali di mezza Italia si è sempre nascosta dietro a quel Piano per prendere tempo. Un paradosso: da una parte lo hanno tacciato di ogni nefandezza, dall'altra se ne servivano contro i ricorsi. Nel frattempo in città sono stati costruiti oltre 500mila metri cubi di cemento senza che nessuna associazione di sinistra si scandalizzasse più di tanto.