Moody’s: «Per Parigi tripla A a rischio»

Moody’s avverte la Francia: il rating «Tripla A» è a rischio e presto la seconda economia d’Europa potrebbe essere messa sotto osservazione con implicazioni negative. Immediate le ripercussioni sul mercato dei titoli di Stato: per la prima volta dall’introduzione dell’euro il differenziale di rendimento tra Oat (il decennale francese) e il Bund tedesco ha superato la soglia psicologica dei 100 punti base, arrivando a quota 111. E di riflesso anche i Btp italiani hanno visto lo spread risalire fino a sfiorare i 390 punti base, per poi ripiegare intorno a quota 385.
Nervosa la reazione dei mercati che hanno progressivamente perso terreno dopo un avvio a cavallo della parità, salvo poi recuperare verso la chiusura, capitanate da Milano (+0,37%) e Francoforte (+0,59%). Parigi invece cede lo 0,54%, Londra lo 0,28%. Negative anche Madrid (-0,76%) e Atene (-2,05%). Dal canto suo, il ministro delle Finanze francese, François Baroin, è intervenuto immediatamente nel tentativo di rassicurare i mercati, affermando che la tripla A resta solida, ma ha dovuto ammettere che le stime di crescita su cui è costruito il bilancio sono eccessivamente ottimistiche. «Il target di crescita - ha detto il ministro - è probabilmente troppo alto considerando la situazione. Non lo modificheremo oggi, ma chiaramente lo faremo».
A pesare è il rischio che i costi di salvataggio dei partner europei in difficoltà o quelli di ricapitalizzazione delle banche possano peggiorare in maniera consistente la posizione del Paese. Secondo Moody’s, infatti, la Francia ha in questa fase meno spazio di manovra che nel 2008 per riequilibrare e cambiare il suo bilancio.
E anche la politica si adegua: appaiono le prime crepe nell’asse tra Francia e Germania che da mesi tende a dettare la linea al resto dell’Ue, e che di recente si era rinsaldato in vista del vertice di domenica, da cui sono previste nuove energiche misure anti crisi. Risultato su cui però la Germania ha chiaramente invitato a non farsi troppe illusioni: Sarkozy al contrario ne ha enfatizzato l’importanza, con toni addirittura drammatici. «Il mondo e l’Europa attraversano una crisi finanziaria senza precedenti, che nei giorni a venire ci porterà a decisioni importanti, molto importanti», ha affermato ieri il presidente francese. «L’euro è il cuore della costruzione europea. Lasciar distruggere l’euro, è assumersi il rischio di distruggere l’Europa».
Dal canto suo, la Germania continua a comportarsi come il più intoccabile dei controllori, immaginando addirittura una sorta di «troika permanente» per i Paesi coinvolti dalla crisi del debito nell’eurozona, che dovranno anche accettare delle limitazioni di sovranità. La stessa Angela Merkel ne ha parlato nell’ambito di una sessione della frazione parlamentare dell’Unione: al termine è stato annunciato l’accordo raggiunto sulla stretta sulle vendite allo scoperto di credit default swap (Cds) sul debito emesso dai governi.In Italia, intanto, Standard & Poor’s ha tagliato il rating di 24 banche (fra cui Bpm, Monte Paschi e Carige): la decisione - spiega una nota dell’agenzia - interviene a seguito del declassamento di rating sul Paese, operato nelle scorse settimane.