Moody's promuove i conti. Ma boccia il governo: rischio crisi

Il rating resta l'Aa2. Promossa la manovra fiscale &quot;anche se basata principalmente sulle entrate&quot;. Poi l'avviso alla maggioranza: &quot;La coalizione resta debole&quot;. Previste &quot;turbolenze&quot; in caso di riforma delle pensioni. Ma il premier continua a fare promesse: <strong><a href="/a.pic1?ID=175537">&quot;Aboliremo l'Ici sulla prima casa&quot; </a></strong>

Milano - E' il giorno delle pagelle di Moody's. L'Italia tira un sospiro di sollievo. Il rating Aa2 assegnato "rispecchia sia il calo, lento ma costante, del rapporto tra debito pubblico e Pil sia l’importanza dell’appartenenza all’area euro" scrive l’agenzia internazionale nel suo rapporto annuale. Il rating Aa2 che ha un outlook stabile è stato assegnato da Moody's all'Italia nel maggio 2002. La vice presidente e autrice del rapporto Sara Bertin ha ricordato come "il rapporto fra debito pubblico e Pil è sceso dal valore massimo del 123,8% del 1996 al 196,8% del 2006" aggiungendo come "a causa degli elevati indicatori di indebitamento, rivestono particolare importanza le questioni legate alla produzione potenziale e alla crescita del prodotto. Un tasso di crescita superiore al 2% della produzione potenziale - rileva l’analista - consentirebbe all’Italia di generare un solido avanzo primario e ridurre il rapporto debito/Pil".

Entrate fiscali L’Italia ha "varato riforme fiscali che probabilmente contribuiranno a sostenere il riequilibrio credibile dei conti pubblici attualmente in corso" dice Moody's. "Il riequilibrio dei conti pubblici previsto dalla Finanziaria 2007 è principalmente basato sulle entrate con la conseguenza di un lieve aumento della pressione fiscale" spiega la vice presidente Sara Bertin. "Ciò nonostante - prosegue l’analista - l’aumento dell’imposizione fiscale è stato concepito in modo da ridurne al minimo l’incidenza sulla crescita del Pil (calcolata pari allo 0,3%, all’interno del range del governo che stima fra lo 0,2 e lo 0,4%). Secondo le previsioni di Moody’s si dovrebbe assistere a un ulteriore riequilibrio dei conti pubblici nel medio periodo".

Pil e crescita Moody’s prevede una crescita del Pil italiano del 2% nel 2007 contro l’1,9% del 2006, mentre nel 2008 l’aumento sarà dell’1,4%. È quanto si legge nel rapporto annuale stilato dall’agenzia di rating. Secondo Moody’s la ripresa della crescita che l’Italia ha registrato nel 2006 probabilmente proseguirà anche quest’anno. "Per la prima volta in cinque anni - si legge nel rapporto annuale dell’agenzia di rating sull’Italia - nel 2006 l’Italia ha registrato una ripresa della crescita per effetto di un lieve incremento delle esportazioni, nel quadro di un andamento che probabilmente proseguirà nel 2007". Moody’s non si aspetta "né un solido rimbalzo della crescita né un drastico rallentamento. Nessun outlook da Cassandra, solo una crescita lenta", è infatti il titolo del paragrafo dell’agenzia sulle performance macroeconomiche del nostro Paese.

Politica e instabilità "La coalizione di governo uscita vincitrice, sebbene di stretta misura, delle elezioni politiche del 2006 è stata in grado di far approvare la legge finanziaria 2007 e ha iniziato a ridare slancio alla competitività sui mercati produttivi" afferma la vice presidente Sara Bertin, autrice del rapporto annuale sull’Italia. Questo è avvenuto, spiega l’analista, "malgrado le ridotte aspettative, dovute all’assenza di una forte maggioranza di governo e alle incertezze politiche dei primi mesi di quest’anno". La vita politica in italia dovrebbe restare "vivace" nel medio termine: malgrado il superamento della crisi di febbraio e il varo del nuovo programma di governo in 12 punti, "la coalizione continua a restare debole al suo interno" e Moody’s prevede nuovi "scompigli" nel medio termine. L’agenda delle riforme potrebbe essere modificata in parte a seguito della recente crisi di governo e ci potrebbero essere "turbolenze anche più intense" nel parlamento o tra la popolazione se il governo dovesse annunciare nuove riforme delle pensioni.