Morì cadendo in ospedale Assolto il barelliere

Piero Pizzillo

Entra in ospedale per esami di routine, su una sedia a rotelle, cade sul pavimento, perché una ruota si inceppa, e muore: così, più o meno, titolavano a fine giugno 2004 i quotidiani, nel pubblicare la notizia del decesso di una donna di 73 anni, avvenuto nell’ospedale di Voltri. Nei giorni scorsi è stata emessa in tribunale la sentenza relativa all’episodio, un banale incidente, però dall’esito fatale. Il giudice Maria Teresa Rubini ha assolto dall’accusa di omicidio colposo il barelliere della Croce Azzurra di Voltri, Giovanni Battista Ferrari, 22 anni, «perché il fatto non costituisce reato, ma nel contempo ha trasmesso gli atti alla procura «in ordine alla posizione dei responsabili della manutenzione della struttura ospedaliera e della fornitura della sedia a rotelle utilizzata». In altre parole è un invito a condurre indagini per accertare se esistono responsabilità addebitabili all’amministrazione ospedaliera, e a perseguire i colpevoli. Al termine del processo, svoltosi con rito abbreviato dinanzi al giudice Rubini, in sede di udienza preliminare, soddisfazione per il verdetto è stata espressa di difensori Camillo Ciurlo e Roberto Frank (il milite era affiancato da un collega minorenne, per il quale è in corso un procedimento presso il tribunale dei minori). In sintesi l’episodio. Il 29 maggio del 2004 la donna con un’ambulanza viene trasportata al San Carlo, su una sedia a rotelle, munita di cintura di sicurezza. Giunta al pronto soccorso viene messa su una sedia in dotazione all’ospedale che «non ha misure di contenzione e monta rotelle di piccole dimensioni». A un certo momento, mentre il barelliere sta spingendo la sedia, una delle piccole ruote si infila in un buco del pavimento, si impunta, la sedia si ribalta e la malcapitata cade e finisce con la testa contro lo spigolo del muro. Drammatiche le conseguenze: la pensionata era andata per un semplice controllo del diabete e si ritrova con il femore rotto e un trauma cranico. Nonostante le cure, peggiora di giorno in giorno e muore il 26 giugno. Scrive il giudice: nessuna colpa ha il Ferrari per non aver visto il buco, semmai si ravvisa responsabilità degli ospedalieri addetti alla manutenzione, per non aver segnalato l’insidia.