Morì dopo lite, 10 anni all’aggressore

Una lite scoppiata per motivi di viabilità stradale, un violento litigio e la successiva morte dell’aggredito dopo quasi due mesi di agonia. Per questi fatti, Alberto Ianni, 33enne romano accusato di aver provocato, il 4 ottobre dello scorso anno la morte di Massimo Fragnoli, 44 anni, è stato condannato a dieci anni di reclusione per l’accusa di omicidio preterintenzionale.
La sentenza è stata emessa dal gup Francesco Tortora, al termine del processo che si è svolto con il rito abbreviato. Ianni è stato condannato anche a risarcire la parte civile (la moglie e i figli della vittima, costituitisi con gli avvocati Elio e Fabrizio Siggia) in separata sede, con una provvisionale immediatamente esecutiva di complessivi 270mila euro. Alla lettura della sentenza in aula era presente la vedova di Fragnoli, che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. A sollecitare il processo per Alberto Ianni era stato il pm Francesca Loy. Massimo Fragnoli morì il 24 novembre del 2006 per le lesioni riportate in occasione del litigio. L’animata discussione che lo vide protagonista insieme ad Alberto Ianni scoppiò il precedente 4 ottobre in via dei Larici, a Centocelle, per banali problemi di viabilità. In quell’occasione dalle parole si passò alle mani e, durante la scazzottata, Fragnoli cadde in terra riportando una grave lesione alla testa. Morì in ospedale dopo un’agonia durata quasi due mesi.
Nel corso delle indagini gli agenti del commissariato diretti da Antonio Franco sono riusciti a risalire all’identità di una persona che aveva assistito alla scena. Fondamentale le dichiarazioni del testimone oculare, che hanno permesso di incastrare Ianni, il quale inizialmente si era avvalso di alcune false testimonianze rese da due persone che in seguito hanno ritrattato.