Morales mastica una foglia di coca davanti all'Onu

Show del presidente boliviano alla conferenza sulla droga delle Nazioni Unite in corso a Vienna per chiedere che la pianta simbolo dei popoli andini esca dalle liste mondiali degli stupefacenti

«Questa foglia di coca è una medicina per i popoli». Dicendo così, il presidente della Bolivia Evo Morales ha avvicinato alla bocca la foglia che teneva in mano e ha iniziato a masticarla. La provocazione è andata in scena durante la cinquantaduesima conferenza dell'Onu sulla droga in corso a Vienna. Morales, primo presidente indio del Sudamerica ed ex leader dei cocaleros (i coltivatori di coca della Bolivia), ha scelto questa sede per chiedere ancora una volta che la foglia di coca esca dalle liste ufficiali degli stupefacenti. Ma mai l'aveva fatto in modo così spudorato: «La foglia di coca non è cocaina - ha detto ancora continuando a masticare davanti ai delegati delle Nazioni Unite - non nuoce alla salute, non genera disordini psichici, nè dipendenza». Non è «dannosa per la salute umana nel suo stato naturale».
Da anni Morales e i cocaleros difendono le proprietà mediche della foglia di coca. In veste di presidente, il leader boliviano ha proseguito la sua battaglia per la salvaguardia della millenaria pianta andina, pur mantenendo, allo stesso tempo, una ferma posizione contro lo spaccio di cocaina, alcaloide estratto dalle piante di coca.
La foglia di coca, ha spiegato a Vienna, è «il simbolo dell'identità culturale dei popoli andini», e «se è una droga, allora dovete mettermi in carcere», ha aggiunto, difendendo la pianta della sua terra tra gli applausi di non poche delegazioni.
«Non è possibile - ha detto ancora il presidente boliviano - che sia nella lista degli stupefacenti dell'Onu».
Da tempo Morales ricorda che uno studio dell'organizzazione mondiale della sanità del 1995 ha sostenuto che la foglia di coca non ha effetti negativi sugli uomini ma «potrebbe avere una funzione terapeutica». E' quindi un «errore storico» secondo il presidente della Bolivia associare la foglia di coca alla cocaina: «Io sono produttore di coca - ha chiarito Morales - e non per questo sono un narcotrafficante». Ha poi ribadito la sua «lotta frontale contro la cocaina, il narcotraffico e le droghe».
La Bolivia, con i suoi 30mila ettari di terre coltivate, è il terzo produttore al mondo di foglia di coca dopo Colombia e Perù.