Il moralismo a gamba tesa

Da sempre, ma in particolare di questi tempi, bisogna diffidare dei cattivi maestri di morale calcistica. Sono capaci di rappresentare una realtà deformata, di discutere sentenze senza avere l’elementare conoscenza di fatti e personaggi, di dare lezioni a destra e a manca dall’alto di una cattedra inesistente. Così è successo ai parrucconi dell’Uefa, la federazione calcistica europea, solitamente molto attiva nel coltivare i propri affari. Johansson, il presidente, lo svedese che controvoglia consegnò la coppa del Mondo a Cannavaro nella notte di Berlino, ha dovuto prendere atto che nelle pieghe dei datati regolamenti non c’era lo spazio per infliggere al Milan il castigo supplementare e gratuito dell’esclusione dal turno preliminare di Champions league. Gli ha perciò spalancato la porta senza nascondere il proprio disappunto. Dura lex, sed lex. E fin qui si può capire il dispetto di chi si è sempre occupato di grandi bevute e cene memorabili e non di aggiornare i codici. Ma è il tono del provvedimento che offende. Offende il Milan, la sua gloriosa carriera internazionale. Con Real Madrid e Independiente è al primo posto nella classifica dei trofei collezionati nel mondo. Le sue sei coppe dei Campioni esposte in via Turati sono un traguardo invidiato, irraggiungibile per molte armate calcistiche, di vecchio e nuovo conio. Dovrebbero esser fieri di questa squadra che ha incantato le platee, non pedinarla come si fa con malviventi conclamati.
Il tono usato nel comunicato offende anche la federcalcio di Guido Rossi, già maltrattata in modo indecente dalla «testata» della Fifa a Materazzi. L’Uefa si è arresa alla potestà della legge con minacce degne di un brigante d’altri tempi, prendendo a calci le sentenze confezionate dalla giustizia sportiva italiana. L’ultima, definitiva, prodotta dalla Corte federale, ha sentenziato che il Milan dev’essere ammesso alla Champions league dalla posizione di terzo classificato e non più da quella di secondo ma non ha ancora motivato la sanzione. Johansson e i baldi giovanotti della commissione etica l’hanno già brutalmente bocciata, senza neanche leggerla. Neanche Ceausescu era capace di tanto. Il professor Rossi, se c’è e non è preso dalle vacanze alla Maddalena, batta un colpo. Un colpo di mortaio servirebbe, con cui zittire questi cattivi maestri di morale, in circolazione abusiva.