«La Moratti accoglie le imprese e Pisapia pensa agli immigrati»

Due sere fa era a braccetto con Umberto Bossi a Bologna. Non per lanciare un uomo della famiglia Pdl, ma il candidato della Lega che punta a conquistare la poltrona più rossa d’Italia. E i maligni hanno marcato l’assenza sotto la Madonnina alla campagna per Letizia Moratti. Non sono passate 24 ore. Ieri il ministro all’Economia Giulio Tremonti l’ha definita «il sindaco ideale per questa città». Al suo fianco dopo la presentazione del rapporto annuale della Consob a Palazzo Mezzanotte ha presentato il credito d’imposta a favore della ricerca e lanciato parecchie frecciate allo sfidante del centrosinistra. Sulla free tax area lanciata qualche settimana fa, il regime fiscale agevolato che partirà come test a Milano per attrarre investimenti sul territorio ha rimarcato che «la Moratti vuole importare imprese straniere che vogliono investire in Italia, Giuliano Pisapia è più interessato ad altre forme di circolazione e immigrazione». Leggi: extracomunitari a cui promette frontiere spalancate. Il sindaco anticipa invece che lancerà un road show in Europa per spiegare alle imprese perchè conviene localizzare le aziende in città con un regime fiscale sul modello irlandese. E l’Expo? «Deve rimanere nelle mani della Moratti - assicura Tremtonti -, Letizia ha le idee chiare, non vorrete consegnarlo a...». L’ennesima dimostrazione è la diffida al sindaco presentata giusto ieri dagli alleati di Pisapia sulla newco per l’acquisto delle aree a Rho. Nuovi paletti all’Esposizione. L’ultima stoccata di Tremonti, «volete sapere quanto salirà l’Ici con Pisapia e quante addizionali metterà? Ragioniamo».
Altra platea, quella dei socialisti del Pdl riuniti alla fondazione Craxi di via Confalonieri. Accanto alla Moratti questa volta c’è un altro ministro, Maurizio Sacconi, e il sottosegretario agli Affari esteri Stefania Craxi che lancia la ri-candidatura dell’assessore Stefano Pillitteri per cui «prenota» il posto in giunta. Paolo, il papà ex sindaco, sorveglia in prima fila. E annuisce alla Moratti che si scaglia contro Pisapia, citandolo a ripetutamente coem «il candidato dell’estrema sinistra» perchè «anche se si contorna di alleati più moderati, il suo vero riferimento è il leader di Sinistra e libertà Nichi Vendola, non altri. E con la sua visione la città tornerebbe indietro di secoli». Lo definisce «un camaleonte» che «si mimetizza e cambia versione a seconda delle persone e dei luoghi in cui parla, inserisce nel programma una moschea poi si rimangia quello che ha scritto, sul Pgt con cui noi vogliamo creare più verde, infrastrutture e case a basso costo per giovani coppie, mamme sole, papà separati, prima dice che lo vuole bloccare, poi solo una parte, poi deciderà. Dobbiamo stare molto attenti».
Ma è sul fronte lavoro e imprese che Moratti e Sacconi sono più preoccupati, perchè «quella che esprime Pisapia è una sinistra incapace di fare sviluppo, ci sarebbe una deriva conservatrice, lui avrebbe relazioni sindacali a senso unico con la Cgil, e un’impostazione tutta rivolta al pubblico che mortifica volontariato e terzo settore». La Craxi avverte, «si scrive Pisapia, si legge Ilda Boccassini: vogliamo impedire che la sovranità popolare passi dalle urne alle toghe rosse».