Moratti: "Alchimie e terzo polo? Io penso a lavorare per la città"

Il sindaco incontra i coordinatori del Pdl. Gelmini: "Ha le carte in
regola". I paletti della Lega: "Agli stranieri un tetto del 15% per le
case e i servizi"

Mentre il Pd il giorno dopo le primarie fa harakiri, nel centrodestra la parola d’ordine è prudenza. Finchè il quadro nazionale non sarà chiarito, vietato giocare a carte scoperte. Fli e Udc ragionano (ancora) vagamente del terzo polo, l’ex sindaco Gabriele Albertini fa un passo avanti e dieci indietro sull’ipotesi di candidarsi. E il sindaco Letizia Moratti incontra il Carroccio, apre un tavolo con i finiani sul programma, e finge indifferenza: "Non mi interessano le alchimie politiche, i poli, i partiti. Credo che neanche ai cittadini interessi. Per loro conta che i problemi vengano affrontati e risolti e mi occupo di questo". Ha concordato con l’assessore di Fli Landi un faccia a faccia sulle priorità di programma entro lunedì prossimo, e anche se il colonnello del Pdl Ignazio La Russa chiude ("sono contento per Landi se pensa a un tavolo a due") la Moratti insiste: "Lavoro per la città e incontro tutte le forze politiche della maggioranza, nessuna esclusa". Nessun giudizio sullo sfidante eletto dalle primarie del centrosinistra, Giuliano Pisapia: "Mi auguro solo di avere una competizione corretta, il mio lavoro non cambia, neanche con l’ufficializzazione della candidatura". L’incoronazione arrivata a sorpresa dal premier Berlusconi domenica in collegamento telefonico con il teatro Nuovo dove si svolgeva la manifestazione del Pdl. Un Moratti bis che la Lega non ha dato per scontato: "É la candidata del Pdl, non ancora la nostra" aveva puntualizzato subito il segretario provinciale Igor Iezzi. Ma il coordinatore regionale del Pdl Guido Podestà assicura: "Dalle notizie che ho, credo che ci sia assolutamente una convergenza sulla Moratti", che ritiene improbabile anche una discesa in campo di Albertini ("non tradirà un accordo importante che ha preso con gli elettori alle Europee un anno e mezzo fa").
Il fantasma di Albertini almeno a parole non fa paura al sindaco, che ribadisce "non mi interessano le alchimie partitiche". Ieri mattina ha incontrato a Palazzo Marino il commissario cittadino del Pdl Luigi Casero e l’europarlamentare Lara Comi per lavorare sulla campagna elettorale, dai manifesti agli incontri con la commissione Ue in chiave Expo. Nel pomeriggio ha ricevuto i colonnelli del Carroccio, per discutere le priorità di fine mandato. Iezzi, il capogruppo Matteo Salvini e l’assessore Alessandro Morelli hanno avuto rassicurazioni su progetti (e fondi) mirati alle periferie: dal recupero dell’ex Paolo Pini all’ex Marchiondi. Niente polemiche, per ora, sul ruolo degli assessori di Fli e Udc. Casomai, la susciterà da sinistra la proposta avanzata al sindaco: sul modello di città come Verona, assegnare case popolari, bonus bebè e servizi secondo il criterio della cittadinanza. "Se gli stranieri sono il 15% dei milanesi, il tetto massimi deve essere quella e il resto agli italiani, oggi invece in certi casi ottengono oltre la metà delle case o dei buoni" avverte Salvini.
Il Pdl in attesa di evoluzioni e nuovi candidati in corsa fa quadrato intorno alla Moratti: "Letizia ha tutte le carte in regola per essere eletta - assicura il ministro Mariastella Gelmini -. Tutti noi dobbiamo mobilitarci al suo fianco e spiegare ai milanesi ad esempio che noi vogliamo meno immigrazione, meno tasse comunali e una Milano moderna e internazionale". Una fotografia diversa da quella di Pisapia. A rendere gli equilibri nel centrodestra più instabili potrebbe essere l’ipotesi di elezioni non solo per le comunali ma anche per il Pirellone, se si traducessero in realtà le parole del governatore Roberto Formigoni: "Sono pronto a valutare un impegno a Roma in un eventuale Berlusconi bis".