La Moratti all’Onu: "alleanza" per Expo

Il sindaco ha presentato a New York i progetti per il 2015: "Sarà un
evento bandiera per costruire partnership internazionali. Già avviate
450 collaborazioni"

Il ministro degli Esteri Franco Frattini e il sindaco Letizia Moratti hanno presentato ieri a New York, nella sede delle Nazioni Unite, il progetto «Expo Milano 2015» e i progetti per contribuire agli obiettivi del Millennio indicati dall’Onu che mirano, tra l’altro, a dimezzare la povertà entro il 2015. Il ministro Frattini ha spiegato che per la presentazione è stato scelto il Palazzo di Vetro perché «riteniamo che questo sia il primo, importante esempio di come gli enti locali possano partecipare a queste fondamentali campagne: l’impegno italiano punta a concorrere non più soltanto mobilitando fondi nazionali, ma anche capitali privati, gli enti territoriali e quelli locali». Questo è il valore aggiunto che offriamo, spiega, e la migliore occasione è proprio Milano 2015. «Quello dell’Expo è uno dei temi che sono priorità nell’agenda del Millennio: l’alimentazione e la sicurezza alimentare di cui l’anno prossimo si farà portavoce anche la presidenza italiana del G8».
Nell’intervento della Moratti all’Onu, l’illustrazione del ruolo delle città lungo tre linee d’azione. «La prima - le sue parole - è il raccordo tra agenzie multilaterali, governi centrali, enti locali e gruppi privati». Con Milano che ha già firmato a giugno un accordo con la Banca Mondiale, ad esempio, sul tema del contributo ambientale nelle aree metropolitane. Poi l’annuncio del Festival dell’alimentazione, dal 16 ottobre a Milano in concomitanza con la Giornata mondiale dell’alimentazione dell’Onu. La seconda linea è «una cooperazione sempre più stretta da città a città. E poi la necessità di fare dell’Expo «un evento bandiera per costruire partnership internazionali», ricordando che Milano ha già avviato ben 450 progetti in 150 diversi Paesi. E Frattini a New York ricorda che «l’Expo è stata assegnata a Milano per la qualità del progetto presentato».
Ma anche da New York la Moratti torna sulla vicenda Alitalia. «Comunque vada, gli aeroporti di Malpensa e Linate continueranno a essere, nel lungo periodo, un polo importante del traffico europeo». Il sindaco si rifiuta di entrare nel merito della offerta della Cai («Non ho titoli per parlarne»), ma sottolinea che gli aeroporti di Milano «dopo la fuga repentina di Alitalia» si sono «attrezzati per cercare altri partner internazionali», come ricordato martedì anche dal presidente della Sea Giuseppe Bonomi durante l’audizione convocata a Palazzo Marino. «Noi abbiamo già recuperato il 60 per cento - assicura la Moratti -, dopo che la partenza di Alitalia ci aveva procurato a Malpensa una perdita dell’80 per cento del traffico». Il futuro? «Nel breve periodo, nel 2008/09, vi sarà sicuramente una sofferenza, ma nel lungo gli aeroporti di Milano continueranno a svolgere un ruolo importante di hub per l’Italia. Abbiamo però bisogno che il governo rinegozi una serie di accordi multinazionali. Ma ci confortano le ricerche che mostrano come esista una richiesta crescente di aeroporti sul mercato europeo».