Moratti: «È arrivato dove voleva» Facchetti: «Ma quali bandiere...»

Il presidente nerazzurro ufficializza l’arrivo di Solari. «Ma per Samuel c’è qualche problema»

Alessandra Marbelli

da Taormina

Con quella faccia un po' così, di uno che avrebbe voluto essere mille miglia lontano da quell’angolo di Sicilia il giorno in cui si è consumato il tradimento di Bobo Vieri. Giacinto Facchetti ha assistito al salto del Naviglio dell'attaccante con il cerchietto durante i lavori del workshop nerazzurro a Taormina. Per come sono andate le cose, con il nuovo matrimonio a quattro giorni esatti dal divorzio dall'Inter, è grande il sospetto che fosse già tutto deciso. «Una volta che è stato trovato l'accordo per la rescissione del contratto, Vieri era libero di andare dove voleva. E lui ha scelto di andare al Milan, la squadra che più gli piaceva. Del resto, non erano molti i posti in cui poteva andare e se i rossoneri lo hanno preso, significa che ne avevano bisogno. È finito il tempo delle bandiere. Certo, io non mi sono mai trovato in questa situazione, perché ho avuto la fortuna di iniziare e finire con l'Inter, adesso, invece, è diverso. Posso capire quello che provano i tifosi, ma io non mi sento tradito». Però la stoccatina alla fine arriva. «Giocare nell'Inter è la cosa più difficile che ci sia, perché non puoi sbagliare niente e devi subito convincere tutti delle tue qualità. Ed è così da sempre». Della serie, se Bobo è andato via significa che per lui quella maglia numero 32 tanto facile da indossare non lo era. Certo, ha lasciato 122 gol e il titolo di capocannoniere conquistato nel 2003, ma se poi vai a vedere il resto del palmarès, è il vuoto assoluto, con appena una Coppa Italia all'attivo, peraltro conquistata da... turista in vacanza a Formentera, visto che la sera della finale di ritorno stava facendo festa sull'isola spagnola con i suoi amici e non certo per la vittoria dell'Inter. «La decisione di rescindere il contratto è stata presa collegialmente all'interno della società e non da una sola persona», ha precisato Facchetti, quasi a voler allontanare il sospetto di un ultimatum di Mancini.
Sospetto che, però, resta enorme. Di sicuro, sarebbe stato impossibile fare una sorta di patto d'onore con Vieri, impedendogli di fare quello che lui, in realtà, voleva fare da mesi: «Non sarebbe stato valido. Quando uno rescinde, poi è libero». La vendetta potrebbe però chiamarsi Gilardino: «Lo abbiamo seguito e continuiamo a farlo, anche se in quel reparto saremmo a posto. Porebbe esserci un arrivo, ma non credo altre cessioni in quel settore». Quanto al grande colpo di cui si vocifera da tempo, Facchetti dà un altro indizio: «Per Solari, siamo ai dettagli ma direi che ormai è fatta (oggi sarà a Milano per le visite mediche ndr). Quanto a Samuel, invece, la questione è un po' più complicata, perché non c'è ancora l'accordo con il Real Madrid. Comunque, le due trattative non sono legate». Almeno una telefonata, Galliani ve la poteva anche fare. Questione di buon vicinato: «Non vedo perché. E, comunque, sarà difficile che io gliela faccia per Gilardino».