La Moratti attacca il governo: «Non riconosce i nostri sforzi»

Lady Letizia torna alla carica. Chiama un’altra volta alla carica i Comuni virtuosi: organizzando entro fine mese il raduno dei 100 sindaci che hanno aderito al Manifesto del merito che ha lanciato lo scorso novembre. E torna ad alzare la voce perché il governo riconosca gli sforzi a quelle amministrazioni - Milano in testa - che hanno i conti a posto ma non possono usare i fondi incassati con la vendita di immobili o partecipazioni. Un rischio concreto, scritto nella circolare inviata a inizio febbraio ai sindaci dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti che detta le nuove regole per il Patto di stabilità. Due giorni fa l’ennesima batosta. Si attendeva un’interpretazione del testo «morbida», ed è stata invece la più restrittiva, tant’è che l’Anci è in rivolta. Solo Milano rischia di avere 100 milioni di opere bloccate, la prima a «saltare» sarebbe la linea 4 della metropolitana, che si regge sul project financing. Se il Comune non mette la propria parte, addio anche ai fondi privati. «Sono preoccupata, ma nel ruolo che ricopro ho la responsabilità di gestire al meglio questa città e quindi di trovare anche le risposte, e la preoccupazione me la tengo dentro», ha ammesso Letizia Moratti. Che non ha perso quindi l’occasione della visita ieri a Palazzo Marino del presidente del Senato Renato Schifani per consegnargli, anche materialmente, le richieste della città. A partire da una copia del Manifesto del merito e delle mozioni votate in consiglio comunale per la difesa di Linate e Malpensa e chiedere la revisione del piano Cai («è insostenibile»).
Il sindaco critica la circolare di Tremonti, «è anche difficile da capire, perché in un momento in cui gli investimenti sono visti da tutti i Paesi come elemento anticrisi, qui si blocca chi li può fare con le proprie risorse». C’è ancora «uno spiraglio, una presa di contatto tra il ministero e l’Anci, vediamo se porterà a dei risultati». Altrimenti «significherà non realizzare parte degli investimenti previsti per il 2009. Stabilirò le opere con la giunta e il consiglio, ma parliamo di 100 milioni in meno. Fondi che non abbiamo». Purtroppo, ha detto a Schifani, «in questo momento non riceviamo segnali di riconoscimento per gli sforzi fatti dai Comuni virtuosi», con la legge Finanziaria anzi «ci viene chiesto di farci carico ancora dei disavanzi di altre pubbliche amministrazioni». Ci aggiunge i mancati trasferimenti Ici, la vicenda Alitalia. Agli assessori riuniti in giunta in mattinata si era sfogata anche sull’incertezza dei fondi per Expo, tant’è che per mercoledì prossimo ha convocato una seduta straordinaria per fare il punto sulla vicenda. La Moratti auspica quindi un’accelerazione verso «un vero federalismo», che significa «toccare e rivedere nell’insieme la distribuzione delle risorse tra governo e Comuni». Il presidente Schifani ascolta e riconosce «la virtuosità di Milano». Ma, senza citare Roma, fa presente che in altre parti del Paese «esistono Comuni costretti a gestire gravi situazioni di deficit, per aver ereditato finanze non floride a causa di scelte sbagliate del passato». È lieto invece che «i nodi che fino a qualche giorno fa potevano frenare il decollo dei progetti per Expo sembrano risolti», e l’evento «incrementerà in maniera esponenziale gli introiti delle casse comunali».
La protesta del sindaco è condivisa dall’assessore alla Mobilità Edoardo Croci, che ammette il rischio «per i finanziamenti della M4 e altre opere importanti se il Patto di stabilità sarà così rigido». L’assessore della Lega Massimiliano Orsatti se la prende con «il sistema romanocentrico che permette a Roma di sforare e a Milano no». Ma il collega di Fi Giovanni Terzi gli fa presente che «anche la Lega è al governo, mi pare». E invita a «non accentuare i conflitti in un difficile momento di crisi».
Chiara Campo