Moratti: «Avevamo l’occasione, ora resta soltanto il malumore»

VeronaAnche quest'anno l'Inter frena, in prossimità del traguardo. Una via di mezzo fra lo scudetto non festeggiato in casa con la Roma, nel 2007, e l'obbligo di vincere l'ultima a Parma, assolto solo a mezz'ora dalla fine, con Ibrahimovic. Massimo Moratti non vede l'ora di alzare le braccia. «La squadra ha fatto bene - racconta -, siamo andati due volte in vantaggio. Sfortunatamente per un incidente su quel secondo gol ci siamo fatti riprendere. È stato un leggero sbandamento, non mi risulta che Julio Cesar sino a quel momento avesse effettuato parate importanti». Una chiusura difensiva sbagliata, il punto del Chievo però è legittimo. «Era una partita importante - aggiunge Moratti -, anche perché volevamo vedere come andava l'attacco senza Ibra, se l'è cavata bene. Resta un po’ di malumore quando si vede rimandare un obiettivo così importante». E parlando di Ibra, a un certo punto della partita è spuntato pure uno striscione polemico e volgare nei confronti dello svedese e di qualche gesto di troppo rivolto alla curva la settimana scorsa.
Il patron si può però consolare con il capolavoro di Mario Balotelli, settimo di questo campionato. «Che sia un fuoriclasse si sa, ha segnato un gol serio e bellissimo».
Mourinho può far meglio dell'ultimo Mancini, raggiungere il Milan con 17 titoli con almeno una giornata d'anticipo.
«Non sono ipocrita - diceva ieri pomeriggio il portoghese -, il risultato di Milan-Juve m'interessa. Non dico che tifo Milan piuttosto che Juve, è un privilegio per noi non avere bisogno di risultati favorevoli per centrare l'obiettivo. Ci mancano 5 punti, abbiamo tre gare per ottenerli. Non servono contributi da nessuno, solo da noi stessi».
Nel maggio 2008 Materazzi sbagliò il rigore e il Siena guastò la festa (2-2). Domenica proverà a ripetersi. «Dovessimo rimandare di un'altra partita ancora, pazienza. L'importante è vincere. Il match ball ancora non c'è stato, non l'abbiamo sprecato. Restano molte di più le gare che abbiamo vinto negli ultimi minuti rispetto alle rimonte subite». Il Chievo aveva giocato meglio con il Milan, obiettivamente, uscendo a mani vuote. «È stato un po' fortunato, ha tirato in porta 3 volte: Pellissier è stato pericoloso di testa; il gol di Luciano, il tiro di Marcolini; non ricordo una parata importante di Julio Cesar. Dopo ogni pareggio ritrovava fiducia, ha giocato con buon spirito, complimenti».
Lo Special One accetta il 2-2 letteralmente a denti stretti, dimenticando che in varie trasferte l'Inter ha raccolto più del seminato. «Non si può dire che il pari sia inadatto alla partita, va accettato. Abbiamo giocato un po' di più la palla, tenuto l'iniziativa del gioco. Sul 2-2 ci siamo voluti prendere qualche rischio, non è bastato». Muntari non è stato decisivo. «Da due mesi è infortunato, fa di tutto per aiutare la squadra. Con la Juve mi avevano dato dello stupido, per averlo cambiato. In tutta la settimana non si allena». Per Crespo il classico risentimento muscolare, su azione di Balotelli. L'azzurrino del Ghana ha disegnato uno dei gol più belli d'Europa. «Non mi piacciono le reti che danno un solo punto, questo pari non mi piace. È un miracolo che Mario abbia evitato ammonizioni, è stato molto bravo a gestirsi, ha subito ben 11 falli: le regole se ci sono devono essere rispettate». L’ultima battuta a Cambiasso: «Non guardiamo indietro e pensiamo solo al Siena».