Dalla Moratti un cartellino giallo per Prodi

Da Letizia Moratti un cartellino giallo per il primo ministro Romano Prodi. Il tono è quello paludato di una lettera ufficiale, ma la sostanza è l’irritazione del sindaco di Milano che dopo tante smancerie vede farsi avanti una Finanziaria che prenderà a colpi di accetta le tante promesse fatte da premier e ministri durante i loro ultimi tour-vetrina a Milano. «Nello spirito di collaborazione istituzionale che ci ha visto in queste settimane avviare un proficuo dialogo sui temi di nostro maggiore interesse - si legge - e interpretando il significato profondo che Tu hai voluto dare al costituendo “Tavolo per Milano”, ti scrivo per esprimerti in via urgente alcune mie preoccupazioni riguardo alla definizione della Legge Finanziaria e di problematiche specifiche che ad essa sono in qualche modo collegate».
Segue dettagliata lista delle preoccupazioni e un invito a far diventare realtà ciò che finora è rimasto soltanto promessa. Prevedibili, in caso contrario, cartellino rosso e tanti saluti al tavolo. Sei i punti scrupolosamente messi in fila: sicurezza, infrastrutture, Malpensa, finanza pubblica, competenze, Agenzia per l’innovazione e Biblioteca europea. In testa alla lista la sicurezza e con la richiesta di un potenziamento degli organici. In cifre, 500 poliziotti e carabinieri «solo per recuperare il personale che è stato progressivamente assorbito in compiti di ufficio da nuovi carichi di lavoro». Segue l’esempio dei centri di permanenza temporanea e l’impegno nel controllo dei flussi migratori. Pratica che il governo sembra voler delegare ai Comuni, con un aggravio di spese da trasferire sui cittadini con nuove tasse. Idea che non piace per nulla alla Moratti.
Al punto due Antonio Di Pietro e le infrastrutture. Anche qui il «bambole non c’è una lira» del ministro non è proprio piaciuto a una città (Milano) e a una regione (la Lombardia) che di traffico stanno morendo soffocate. «Ricordo - precisa il sindaco - che si tratta di infrastrutture per le quali è pronta la cantierizzazione e la cui realizzazione è di fondamentale importanza per assorbire i consistenti flussi giornalieri delle persone che entrano in città per ragioni di lavoro e di studio». Si prosegue con Malpensa e i capricci di Alitalia che ancora una volta penalizzerebbero l’hub lombardo e la sua aspirazione a diventare punto di riferimento per il traffico aereo del sud Europa. Un derby con Roma che Milano rischia di perdere anche al punto 4 (finanza pubblica) con una legge Finanziaria che sembra avere figli e figliastri. «Debbo manifestarTi preoccupazioni crescenti sul possibile mancato accoglimento delle nostre richieste, in quanto Comune virtuoso che è restato al di sotto dei tetti di spesa stabiliti dal Patto di stabilità, di vedere considerati gli investimenti per le infrastrutture su ferro al di fuori di tali tetti. Il Decreto Bersani dello scorso luglio prevede tale deroga per Roma ma, sorprendentemente, non per Milano». Troppi dubbi anche su Agenzia per l’innovazione e Biblioteca europea.
«Come vedi, caro Presidente, molte e urgenti sono le questioni che motivano la mia viva preoccupazione per il delinearsi di provvedimenti e iniziative che, consentimi di affermarlo, tradirebbero lo spirito di collaborazione che abbiamo inaugurato con il “Tavolo per Milano”».