Moratti: «Che tristezza Ronaldo rossonero»

A vuoto l’incontro di ieri con il Real. Ora il brasiliano parlerà con il presidente Calderon Anche gli sponsor lo spingono verso Milano

«A me certo non può far piacere vedere Ronaldo, che in fin dei conti è stato qualcosa di più di un semplice calciatore per l’Inter, che alla fine della sua carriera si mette a disposizione del Milan. Non lo sento da un po’, sotto il profilo umano gli auguro di trovarsi bene, sotto quello calcistico non posso certo augurargli altrettanto. Ma presente e futuro sono suoi e professionalmente lo posso capire». L’uscita di Massimo Moratti, sempre molto prudente sull’argomento, è un segnale certo che Milan e Ronie si stanno sempre più avvicinando.
Per il resto tutto da programma, alle dieci di ieri mattina Predrag Mijatovic e Franco Baldini, si sono incontrati con Ronie e il suo procuratore Fabiano Farah. I due madridisti sono partiti da molto lontano e hanno chiesto a Ronaldo se avesse avuto ripensamenti sull’offerta saudita dell’Al Ittihad, qualcosa come 10 milioni di euro cash che se ne vanno senza il suo consenso. E Ronaldo ha ribadito di volere solo il Milan.
A quel punto il colloquio si è interrotto, pare non sia durato più di mezz’ora. Ronie molto avvilito ora sta pensando di ripetere la mossa vincente che lo liberò in tempo record dall’Inter per andare a Madrid: allora incontrò personalmente Massimo Moratti e lo convinse, ora gli si prospetta un faccia a faccia con Ramon Calderon, ostacolo più massiccio, che in estate chiese 22 milioni per il suo cartellino.
Il brasiliano chiederebbe a Calderon di liberarsi pagando una cifra non inferiore ai 3 milioni di euro. Ronaldo in maglia rossonera intascherebbe tutti gli 11 milioni a stagione dei suoi introiti pubblicitari dei quali il Real si tratteneva il 40 per cento come da contratto sullo sfruttamento d’immagine dei propri calciatori. Quindi Ronaldo realizzerebbe molto più dei 3 milioni di euro che gli servirebbero per liberarsi dal Real. Ufficialmente il Milan non intende sborsare un euro e non ha aperto alcuna trattativa a qualsiasi livello. Questo anche perché ogni volta che Milan e Real s’incontrano, i madridisti invece di dire buongiorno, chiedono: dov’è Kakà?
Se Ronaldo va al Milan, il Real perde circa sette milioni di euro, ma agli sponsor del Fenomeno questo interessa relativamente, Nike in testa. Ronaldo in Arabia Saudita che cerca di rilanciare il football contro lo sport nazionale delle corse sui cammelli, non è più un prodotto appetibile. E non è tutto. Forte di questo futuro ancora più dorato, Ronaldo potrebbe arrivare anche a offrire una cifra più alta a Calderon, in quanto per i restanti sei mesi di questa stagione più tutta la prossima, potrà gestire la propria immagine direttamente e aumentare sensibilmente i suoi proventi. Alla fine potrebbero essere proprio gli sponsor del Fenomeno a spingerlo verso l’Italia, la serie A e il Milan. Tutto lascia presagire che dopo aver perso la coppa del Re, eliminato dal Betis Siviglia, il Real perda anche Ronaldo, sebbene l’amministratore delegato Adriano Galliani si mantenga molto cauto: «Oddo e Ronaldo? Noi siamo pronti ad aspettare fino alle 19 del 31 gennaio», ultima ora dell’ultimo giorno del mercato invernale. Attesa condivisa da Carlo Ancelotti: «Dobbiamo rimanere sereni e aspettare». Ancora più ermetico il presidente Silvio Berlusconi, all’uscita da palazzo Grazioli: «Su Ronaldo non posso dire nulla». Parlano invece i calciatori, Inzaghi pronto a cedergli la maglia numero nove, Storari in fila per ricevere il primo autografo, mentre Seedorf, che ha avuto Ronaldo compagno di squadra all’Inter, spiega che l’argomento mercato è campo dei dirigenti. Ariedo Braida e Adriano Galliani hanno raggiunto ogni accordo con Ronaldo, l’anno e mezzo di contratto che gli resta al Real se lo prende il Milan, medesimo ingaggio di 6 milioni di euro netti a stagione.
Niente Italia invece per Antonio Cassano, l’altro reprobo madridista. Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina, ha ribadito che se ne avesse le possibilità economiche lo prenderebbe al volo: «Ma la Fiorentina non può permettersi grandi acquisti». Era l’unico ad aver aperto un pertugio per far rivedere al barese la serie A.