La Moratti chiede processi per direttissima

Processi per direttissima per chi aggredisce le donne per strada,
configurazione di un reato specifico per le violenze domestiche e
istituzione di una banca dati con il Dna degli stupratori: queste le richieste del sindaco di Milano a Maroni

Milano - Processi per direttissima per chi aggredisce le donne per strada; configurazione di un reato specifico per le violenze domestiche e istituzione di una banca dati con il Dna degli stupratori: queste le richieste che il sindaco di Milano Letizia Moratti, avanzerà al ministro dell'Interno Roberto Maroni, dopo i ripetuti episodi di violenze sessuali che hanno colpito anche il capoluogo lombardo.

"Scriverò a Maroni - ha rivelato il primo cittadino, a margine della seduta del consiglio comunale - per riprendere una serie di punti che già avevamo avanzato nella discussione sul pacchetto sicurezza"."In particolare - ha aggiunto il sindaco - avevamo chiesto processi per direttissima nel caso di stupri sulla strada e la configurazione di un reato a sé stante per le violenze consumate in famiglia".

Il sindaco Moratti suggerirà anche al Viminale di inserire nei provvedimenti sulla sicurezza di prossima approvazione, l'affermazione del principio della certezza della pena e la nascita di una banca dati del Dna ("che in Inghilterra - ha spiegato - ha dato un grande aiuto nell'individuazione dei criminali"), dopo i ripetuti episodi di violenze sessuali che hanno colpito anche il capoluogo lombardo.

"Scriverò a Maroni per riprendere una serie di punti che già avevamo avanzato nella discussione sul pacchetto sicurezza". "In particolare - ha aggiunto il sindaco - avevamo chiesto processi per direttissima nel caso di stupri sulla strada e la configurazione di un reato a sé stante per le violenze consumate in famiglia". La Moratti chiederà inoltre al Viminale di inserire nei provvedimenti sulla sicurezza di prossima approvazione, l'affermazione del principio della certezza della pena.