La Moratti conferma: «L’Iit a Genova»

Secca, senza fronzoli: «L'Istituto italiano di Tecnologia è a Genova e rimarrà a Genova». Il ministro dell’istruzione Letizia Moratti interviene sulla polemica del possibile «scippo» dell’Iit da parte di Milano. La Moratti non concede molte parole alla vicenda né si sofferma sulle indiscrezioni che la vogliono protagonista del rallentamento al progetto. E a margine di un convegno, prova a chiudere il discorso: «È un fiore all'occhiello di Genova e siamo fieri che lì rimanga».
Una presa di posizione attesa, dopo che l’ex presidente Sandro Biasotti aveva tranquillizzato sul futuro dell’istituto. «Sarà il ministro a mettere la parola fine a queste illazioni, l’Iit resta a Genova». Un annuncio che faceva probabilmente seguito a un incontro o comunque a un contatto avuto direttamente da Biasotti con la Moratti. Rassicurazioni, quelle relative all’assenza di trame politiche oscure in favore dello «scippo», che però non risolvono il problema. Anche perché l’attuale governatore Claudio Burlando (che ieri si è detto soddisfatto della novità) ha scritto molto preoccupato a Silvio Berlusconi, ringraziandolo per il suo intervento (contrariamente alle contemporanee accuse contro il governo lanciate dal suo vice Massimiliano Costa) in favore di Genova. Ma i timori della Regione non appaiono infondati. «In effetti mi sembra di cogliere uno scarso interesse nei confronti del progetto da parte della maggioranza», osserva Biasotti. E la dichiarazione del segretario provinciale milanese dello Sdi, Nando Vertemati, suona come la dimostrazione che qualcuno dava già per fatto lo «scippo», ma da sinistra. «La Moratti è inadeguata come ministro, lo sarebbe ancora di più come sindaco di Milano - accusa Vertemati -. Certo, Genova è una città importante, che merita di essere sostenuta e rilanciata, ma non c'è alcun dubbio che Milano è la città ideale per ospitare un istituto di questa natura».