La Moratti congela il rimpasto

Fumata nera nell'incontro a Roma con Forza Italia, An, Lega e Udc. Si è parlato di Atm, rimandate al 14 ottobre le decisioni sulla giunta

Termometro sotto zero. Gelo polare tra il sindaco Letizia Moratti e i partiti del centrodestra. Soprattutto sul versante Forza Italia dove la rottura è ancora più evidente. Un’altra prova? Il vertice convocato ieri a Roma con i colonnelli di Fi, Alleanza nazionale, Lega Nord e Udc. In agenda, anche se a posteriori alcuni negano, il puzzle degli assessori. Scompigliato dalle dimissioni di Tiziana Maiolo, difesa ufficialmente l’altro giorno anche dal commissario di Fi Maurizio Lupi («ha sempre fatto un ottimo lavoro») e dalla partenza con destinazione Salemi di Vittorio Sgarbi che non è ancora stato rimpiazzato dalla Moratti che tiene tuttora per sé la prestigiosa delega alla Cultura. Ieri, dunque, sarebbe dovuta essere la giornata decisiva.
E invece niente. Niente di niente. «A Roma non si è parlato di assessori. Né del candidato alla Provincia, di Podestà o De Corato - racconta Matteo Salvini presenta all’incontro a rappresentare la Lega -. Si è parlato soltanto di Atm e della fusione delle aziende dei trasporti di Milano e Torino». Conferme e una spiegazione arrivano da An. «Fi litiga sui nomi degli assessori. Non si riescono a mettere d’accordo. E così si è parlato solo di tram». Ricostruzione veritiera, ma non completa. Perché al tutto si deve aggiunge l’irritazione del sindaco. Che cresce. E la Moratti fa sempre più fatica a nascondere la sua contrarietà. Rimpastino, rimpastone, autocandidature, toto assessori, consiglieri contro vertici di partito, giunte già belle e pronte sui giornali, veleni che schizzano qua e là. E, intanto, in aula lunedì una importantissima delibera di bilancio stava per finire impallinata da aspiranti allo scranno in giunta ritirati sull’Aventino in attesa di (buone) notizie. Con il rischio del commissariamento del Comune. Un balletto della politica a cui la lady di ferro non è abituata. E al quale non è disposta a rassegnarsi («io ascolto tutti e poi prendo le decisioni che per legge prende il sindaco»). «Resta solo da capire a che punto sia arrivata la rottura», si dice al piano nobile di Palazzo Marino. A chi interessasse la vicenda trasporti, ieri al vertice era presente il presidente di Atm Elio Catania che ha illustrato le prospettive economiche della fusione con la torinese Gtt. Anche se nessuno ha espresso una posizione contraria all’accorpamento, tutti i partiti hanno preferito prendere tempo. Per ora chiedendo che il sistema dei trasporti pubblici, sia in vista di Expo 2015 che dell’Alta velocità, arrivi alla fusione senza escludere le Ferrovie Nord, ma anche coinvolgendo le municipalizzate del trasporto di altre province lombarde. Ma, intanto, il carosello degli assessori continua. Con una falange di Fi che vorrebbe affidare il Bilancio a Riccardo De Corato. «In fondo ha già i Rapporti con il consiglio e le delibere in aula le porta lui». Lo scopo sarebbe liberare la poltrona da vice sindaco e affidarla, magari, al capodelegazione Giovanni Terzi. Salgono allora le quotazioni di Alan Rizzi (per lo Sport) e Giulio Gallera (Attività produttive).

Stabile Maurizio Bernardo (alternativa a Gallera) spinto dal ministro Mariastella Gelmini. Mentre un posto libero potrebbe essere lasciato da Mariolina Moioli, magari promossa direttore generale al posto che fu di Piero Borghini. Anche se la Moratti vuole il suo braccio destro a presidiare un assessorato strategico. Ma Lega e An cominciano a far la voce più grossa: in caso di «rimpastone» vogliono nuove poltrone. Prossimo appuntamento? La Moratti l’ha fissato per il 14 ottobre. Tempi lunghissimi, guerra di trincea. Estenuante per tutti.