La Moratti in Consiglio comunale: Pennisi ha tradito la fiducia di cittadini

L'intervento del sindaco sulla vicenda del consigliere arrestato per concussione. "Il mandato di un eletto è quello di rappresentare i cittadini e lavorare nell'esclusivo interesse della collettività promuovendo il bene di Milano e dei milanesi". Poi: "Sarà avviato processo di auditing interno per tutte le procedure sull’edilizia privata". E cita Tettamanzi: "Non servono facce nuove ma facce serie"

"L’episodio che ha coinvolto il consigliere Milko Pennisi è un fatto estremamente grave. Grave perchè tradisce il mandato che i cittadini hanno assegnato a questa assemblea". Così il sindaco Letizia Moratti ha aperto il suo intervento in consiglio comunale dedicato alla vicenda costata giovedì l’arresto per concussione all’ex presidente della commissione Urbanistica del Comune.

Il mandato di un eletto, ha osservato Letizia Moratti è "quello di rappresentare i cittadini e di lavorare nell’ esclusivo interesse della collettività promuovendo il bene di Milano e dei milanesi". "Il venir meno di questi principi fondamentali - ha aggiunto il sindaco, parlando all’assemblea di Palazzo Marino - mina dalle fondamenta il rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini. Una fiducia che non è scontata, che va costruita e alimentata ogni giorno attraverso un lavoro assiduo, ispirato a comportamenti rigorosi, trasparenti e onesti".

Il sindaco, nel suo intervento, si è augurata che prevalga "il senso di responsabilità", ricordando che "correttezza, trasparenza e integrità" devono essere sempre alla base dell’atteggiamento dei politici. L’arresto di Pennisi "è un episodio che mi amareggia e che mi dispiace dal punto di vista umano", ha detto ancora la Moratti, annunciando che sarà avviato un rigoroso "processo di auditing interno per tutte le procedure sull’edilizia privata".

"Milano è una grande città e non accetta di essere identificata con modelli negativi che abbiamo visto in questi giorni. Alla luce di questo, chiedo con forza al consiglio comunale di proseguire il dibattito sul Pgt". Per la Moratti il piano di governo del territorio «significa dare regole chiare e tempi certi su ogni procedura, il vero antidoto alle deviazioni della politica". 

Poi chiuso il suo intervento citando le parole del cardinal Tettamanzi. "Milano - ha detto il sindaco - è una città che mette a punto strumenti e strategie per contrastare le illegalità a partire dalle istituzioni. In questo senso voglio richiamare le parole del cardinale Tettamanzi che incontrando gli amministratori locali ha sottolineato la necessità di avere non tanto facce nuove ma facce serie".

Tra qualche mormorio nell’opposizione, la Moratti ha proseguito spiegando che quelle dell’arcivescovo sono parole "che condivido". "Questo è il vero volto della città che amiamo e per cui stiamo lavorando, per cui abbiamo il dovere di denunciare fatti di illegalità, ma proprio perchè la amiamo abbiamo il dovere di continuare a servirla, di qualsiasi parte siano amministratori e politici".

Appena il sindaco ha preso la parola nell’aula del consiglio comunale lo storico esponente dell'Msi milanese, Tommaso Staiti di Cuddia l'ha interrotta gridando: "Siete dei ladroni tutti quanti, a partire dal vostro capo. Pennisi a confronto rubava poco, siete una banda di ladri e di mafiosi". Nel giro di breve il contestatore è stato allontanato dall'aula e così il sindaco ha potuto riprendere il suo intervento.