La Moratti: "Le critiche di Tettamanzi? Milano generosa, non ha perso l’anima"

Il monito dell’arcivescovo scuote la città: "Deve accogliere senza
paura". Il sindaco: "Tanti esempi di solidarietà, la borghesia
illuminata c’è ancora". Ieri la visita al call center comunale di via dei Missaglia: risponderà anche in arabo e cinese

Call center in arabo e cinese, cinquemila anziani tenuti sotto controllo con una regolare assistenza telefonica che presto sarà estesa anche ai disabili. Letizia Moratti sceglie i servizi del Comune per rispondere al cardinale Dionigi Tettamanzi, che invita ad «accogliere senza paura» gli immigrati e si chiede «se esista ancora la borghesia dei decenni scorsi». Il sindaco, che appartiene a una delle famiglie dell’alta borghesia milanese, non si sottrae allo stimolo, anche televisivo, arrivato attraverso il Corriere e «Che tempo che fa» di Fabio Fazio. E replica: «La borghesia illuminata in questa città c’è. Forse è una borghesia diversa rispetto a quella di fine secolo, perché si è modificata la città. Sono tantissimi gli esempi di generosità in questa città». E non mostra dubbi neppure sull’atteggiamento verso chi arriva da Paesi lontani: «Milano ha una grande anima, di accoglienza e solidarietà. Ce l’ha». Allora il cardinale è stato ingeneroso? «Giudicate voi, guardate le cose che facciamo».
Tra i fatti a cui allude il sindaco, presentati nel centralino telefonico allestito dal Comune in via dei Missaglia insieme con l’assessore ai Servizi civici, Stefano Pillitteri, appunto il call center multietnico. Un segnale di apertura e integrazione? «Siamo consapevoli - risponde la Moratti - della forte presenza a Milano di cittadini provenienti da ogni parte del mondo e ci mettiamo al servizio di questa vocazione internazionale della città, anche per attrarre dall’estero imprese e turisti».
Milano è la prima città in Italia a dotarsi di un call center per stranieri, che quando sarà pienamente funzionante opererà in sei lingue: oltre a italiano e inglese, entro la fine dell’anno tedesco, francese, arabo e cinese. Antongiulio Bua, direttore del settore Servizi al cittadino, aggiunge i dettagli tecnici: «Il Comune di Roma ha fatto un tentativo introducendo la lingua inglese per il suo call center, ma poi ha rinunciato, perché mancava la domanda e perché questo tipo di servizio richiede un particolare sforzo e investimento sui sistemi operativi. Oggi perciò noi siamo l’unica pubblica amministrazione con un canale specifico in inglese. Riceviamo una media di 100 chiamate al giorno in inglese e abbiamo consolidato questo servizio. Per dicembre lo amplieremo alle altre lingue, assumendo personale idoneo a appositamente formato».
La Moratti ha molto insistito anche su uno dei servizi telefonici più socialmente utili del Comune, le chiamate di cortesia agli ultrasettantenni. «Ci sono città europee nelle quali gli anziani morti in casa, da soli, senza che nessuno se ne accorga, sono una percentuale elevata: l’8 per cento» sottolinea il sindaco. Dal prossimo ottobre, questo servizio sarà esteso ai disabili e consentirà di prenotare visite e prestazioni sanitarie.
Chi usa il servizio 020202 può anche dare un voto al Comune. «Dallo scorso lunedì - ricorda Pillitteri -, per valutare l’efficienza del call center i cittadini sono invitati, dopo aver parlato con l’operatore, a digitare un numero sulla tastiera del telefono corrispondente a un giudizio e cioè 1 per il voto positivo, 2 per la sufficienza e 3 per quello negativo». I risultati dei primi due giorni sembrano incoraggianti: i soddisfatti superano l’88 per cento.