La Moratti: "Custra, colmato vuoto enorme"

Dopo 31 anni, oggi in via De Amicis c’è una lapide.
Al civico 51, lì dove il 14 maggio del 1977 cadde il
vicebrigadiere di ps Antonio Custra, medaglia d’oro al merito
civile. Colpito da un colpo di pistola di un giovane durante una manifestazione della sinistra extraparlamentare

Finalmente, dopo 31 anni, oggi in via De Amicis c’è una lapide. All’altezza del civico 51, lì dove il 14 maggio del 1977 cadde il vicebrigadiere della polizia Antonio Custra, medaglia d’oro al merito civile. Colpito da un colpo di pistola di un giovane che partecipava alla manifestazione organizzata dalla sinistra extraparlamentare e dell’Autonomia dopo l’omicidio di Giorgiana Masi avvenuto due giorni prima a Roma. Fino a oggi a ricordarlo c’era solo quella foto in bianco e nero, il simbolo della violenza anni Settanta: un giovane a viso coperto, piegato sulle gambe e con la P38 puntata. «Questa cerimonia - ha detto ieri il sindaco Letizia Moratti durante la cerimonia - colma un vuoto enorme di attenzione nei confronti delle vittime del terrorismo». Con lei il prefetto Gian Valerio Lombardi e il questore Vincenzo Indolfi. Un’occasione per raccogliere il recente monito del capo dello Stato Giorgio Napolitano. «Il fatto che si riparli di Antonio Custra - le parole della Moratti -, il fatto che sempre più si guardi agli eventi di allora non dal punto di vista dei terroristi, ma finalmente dal punto di vista delle vittime e dei loro famigliari, è un passo avanti deciso verso una società più giusta, una società forte e coraggiosa che oppone un muro invalicabile al ripetersi di tragedie come quelle del passato. Quella foto è il simbolo di tutto ciò che non deve più tornare: l’attacco armato alla Repubblica, la politica che degenera in violenza seminando lutti e dolore». E poi ricorda la moglie. E Antonia, la figlia di Custra.