Moratti dà un avvertimento: "Il campionato non è finito"

Solo cinque punti sul resto del corteo, la capolista si è concessa una pausa. Josè stava perdendo in casa proprio alla 150esima, il 23 febbraio 2002 resta la data della sua ultima sconfitta interna che la Roma e Lucio ieri sera hanno fatto di tutto per aggiornare. Non basta giocare in difesa per essere un difensore. La Roma ha fatto la partita che doveva fare, anzi l'unica che poteva fare: un contropiedone vecchio stampo che fa sempre la sua figura. A forza di dai e dai, l'Inter l'ha sempre tenuta fra i paletti ma non è mai riuscito a strangolarla e dietro la capolista ha rischiato moltissimo.
Con l'aria che tira pare proprio che abbia ragione Massimo Moratti: «È talmente presto che non si può limitare la lotta per lo scudetto a due squadre, c'è anche il Milan, sarà difficile per tutte». Detto prima di Inter-Roma.

La copertina comunque la prende il Milan che sbanca l'Olimpico, conquista il terzo posto, Leonardo confida che nello spogliatoio si parla apertamente di scudetto e nel frattempo manda in ritiro la Lazio che si sta sfasciando un metro sopra la zona retrocessione. Lotito ha lasciato lo stadio senza aprire bocca, dieci giorni in silenzio con Ballardini, è questa la punizione che il presidente affligge ai suoi. Le frustrate arriveranno se al termine della pena alla ripresa del campionato contro il Napoli non si vedrà una reazione da uomini veri. Intanto gira la voce di Zeman, all'Olimpico in veste di spettatore non interessato. In realtà quando ha visto i taccuini ha capito subito cosa gli avrebbero chiesto: «Ma non sono io a decidere se allenare la Lazio. Non dipende da me, posso solo dire che non ho parlato con nessuno della dirigenza e non penso che succederà in futuro».
Ha detto anche che la Lazio ha una rosa molto competitiva, frase tipica di chi sta tirando badilate di popolarità addosso all'allenatore in bilico.

Le notizie grosse comunque sono due, da ieri si gioca con il Total 90 Ascente Hi-Vis della Nike. È giallo. In un momento di terrore per l'influenza H1N1 ci sta benissimo. L'altra notizia è che Walter Zenga sta tentando una crociata contro il dopopartita più stressante della partita. Ha chiesto che venga organizzata una scaletta televisiva, l'attesa lo manda fuori. Siccome lo hanno rimbalzato ha lanciato un secondo appello: «Io c'ho provato», ha detto, lasciando ai colleghi il compito di continuare l'azione. Nonostante la botta al Dall'Ara aveva una buona cera. Per il resto il Parma ha venti punti, la metà che statisticamente servono per salvarsi, bella Fiorentina in formato Europa a Udine, il Genoa sta tornando, il Bari resta con la difesa meno perforata del campionato, il Cagliari rischia un'altra salvezza miracolosa dopo aver abbattuto la Samp che sta facendo di tutto per finire a metà classifica. La sosta purificherà tutto.