Moratti difende lo scudetto "Quest’anno sarà più facile"

Inizia il campionato, con tutte le grandi ai nastri di partenza. I campioni d'Italia ostentano sicurezza per bocca del loro presidente: "Non rischieremo di addormentarci. Ibra sarà il nostro leader. Materazzi ha un gran coraggio. Adriano non si tocca. Obbiettivo Champions". Ma l’Inter parte senza Vieira

Milano - I motori li ha accesi Moratti. «Ragazzi tutti in pista, si parte». Il presidente si è presentato ad Appiano ed ha tenuto il sermone d’inizio stagione. Un occhio ai problemi: Vieira ha un dolore muscolare e non giocherà con l’Udinese. Uno ai colpi bassi: Materazzi sta meglio, uscirà dall’ospedale a breve. Ma ha rischiato la carriera, dicono i medici. Una lucidata allo scudetto che l’Inter porta sulle maglie. Eppoi eccolo seduto nel verde di Appiano a distillare le ultime raccomandazioni davanti alle telecamere di Sky. Un obiettivo per tutti: «Credo di rappresentare squadra e pubblico, quindi chiedo la Champions League. Spingerò per arrivare se non altro in finale».
Bene, ma poi c’è da difendere un titolo. Nella passata stagione fu Inter record. Ora che Inter sarà? Moratti ha la risposta secca, decisa. «È stato più difficile l’anno scorso. Certo, abbiamo l’obbligo di vincere per difendere il titolo. Sappiamo di avere una squadra forte. Ma dal punto di vista psicologico tutto è più facile. L’anno scorso rischiavamo di addormentarci, stavolta no».

E per evitare sonni inutili, Moratti ha riattivato l’orgoglio di tutti dopo l’azzoppatura in Supercoppa. Ha parlato di presunzione. Spiega: «Certe cose sono come una malattia: pensi di essere forte e sano e usi il minimo della tua forza davanti agli altri che sembrano deboli. In realtà il debole, se ha volontà, ti batte. Serve uno scatto di volontà, concentrazione, umiltà». Ci vorrebbe uno come Materazzi per tutte queste cose. Ma ora sta a letto. E Moratti lo rimpiange davvero. «L’ho sentito per telefono e mi ha risposto con il solito coraggio e sicurezza. Mi chiede sempre piaceri per gli altri. Significa che pensa poco a se stesso e molto a far contenti squadra e società. È proprio una bella persona. Ha acquisito una maturità impressionante».

Probabilmente sarà ancora un’Inter timbrata Ibrahimovic. Il presidente ha negato interventi sul mercato (ieri Branca si è visto col Parma per Obinna), ha escluso una cessione di Adriano («Sta migliorando, proseguiamo con questa politica. Si cerca di capirlo e dargli una mano per farlo tornare come prima») ed allora avanti con Ibra al quale il presidente ha confermato di avere allungato il contratto fino al 2012. «Rimane un leader anche per il pubblico. L’anno scorso ha dimostrato quanto sa fare di buono. Ed è il bello di questo gruppo: tutti hanno talento e cercano di tradurlo in utilità per la squadra». E se sarà Champions, fiorirà.