La Moratti per le donne: «Date il 5 per mille per fermare le violenze»

Il sindaco in visita alla Mangiagalli dove vengono assistite le vittime di stupri

Un patto al femminile per dire basta alle violenze. Nel giorno dedicato alle donne il sindaco ha chiesto alle consigliere di maggioranza e opposizione di unirsi per lanciare un appello bipartisan ai cittadini: «Chi non lo ha ancora fatto, destini il 5 per mille al Comune di Milano, che utilizzerà le risorse per sostenere le iniziative di associazioni che si occupano delle violenze contro le donne». La Finanziaria di due anni fa, ricorda bene Letizia Moratti, che allora era ministro all’Istruzione del Governo Berlusconi, «dava la possibilità ai cittadini di destinare nella dichiarazione dei redditi il cinque per mille a diversi settori, come politiche sociali, ricerca, e anche ai Comuni. Valuteremo se lanciare questa proposta, magari già in sede di presentazione del bilancio». Un’idea nata ieri mattina proprio all’interno del Soccorso Violenza Sessuale della Clinica Mangiagalli, un servizio che ha assisito in dieci anni 2.263 donne, 284 solo nel 2006. La direttrice del centro, Alessandra Kustermann, ha riferito i dati dell’emergenza al sindaco in visita alla Mangiagalli con l’assessore alla Salute Carla De Albertis, ai Servizi sociali Mariolina Moioli e al capogruppo dell’Ulivo Marilena Adamo. Nel 59 per cento dei casi le vittime conoscevano il proprio aggressore, un terzo aveva meno di tredici anni e la violenza è avvenuta in famiglia. Un tragico bilancio in continuo aggiornamento purtroppo: gli inquirenti sono ancora sulle tracce dei giovani che martedì hanno stuprato una donna durante un tentativo di rapina in un bar di Magnago.
Quello della Mangiagalli, ha riferito la Kustermann, è un servizio isolato e che sopravvive grazie al contributo della Regione mentre la Asl fornisce assistenti sociali e psicologi. «Ma tutti i pronto soccorso della città avrebbero bisogno di qualcuno in grado di accogliere dal punto di vista sociale e psicologico quelle donne che spesso mentono per paura e attribusicono una ferita a un banale incidente domestico». Il problema, ha ammesso la Moratti, «purtroppo esiste, e il lavoro che viene fatto alla Mangiagalli va rafforzato col sostegno di assistenti sociali e anche volontari capaci di convincere le donne a denunciare i loro aggressori». Nel bilancio, ha ricordato Moioli, «abbiamo destinato 700mila euro per interventi che promuovano il ruolo e la figura della donna nella società». L’assessore De Albertis ha anticipato invece che «in primavera partirà il progetto “Prevenzione in rosa”, corsi di autodifesa per le donne che avranno a disposizione anche psicologi, sociologi e forze dell’ordine, che oltre a nozioni di difesa personale indicheranno i luoghi a rischio e gli atteggiamenti da evitare». Certamente, puntualizza De Albertis, «bisogna puntare sulla prevenzione ma anche potenziare i servizi di assistenza alle donne che hanno subito violenze».