Moratti e Formigoni: Malpensa, Prodi ci convochi. Air One: due hub in Italia

Il sindaco di Milano avverte il governo: &quot;Non c'è più tempo, sconto ad Air France in cambio della moratoria&quot;. Formigoni: &quot;O il Tavolo o si blocchi Alitalia&quot;. Toto:<strong> <a href="/a.pic1?ID=239672" target="_blank">Alitalia e Air One assieme quarto vettore europeo</a></strong>. <a href="/a.pic1?ID=239681" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Il Manifesto per Malpensa</font></strong></a>. <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Commenta</font></strong></a>

Milano - "Ci aspettiamo una convocazione del tavolo Milano per domani", il sindaco di Milano Letizia Moratti ha finito così, tra gli applausi, il suo intervento al convegno "Malpensa, risorsa strategica per l’internazionalizzazione del paese" organizzato dalla Camera di Commercio che si svolge a Piazza Affari, in quel Palazzo Mezzanotte che diventa luogo simbolico di una battaglia, quella per evitare il declassamento dell'aeroporto intercontinentale dopo la decisione di Alitalia di abbandonare lo scalo milanese.
La richiesta è che l’incontro, più volte annunciato ma mai convocato fra le istituzioni locali e il governo per salvare lo scalo, si svolga al più presto. "Non abbiamo più tempo - ha spiegato con fermezza Letizia Moratti -. Quello per concedere gli slot che Alitalia ha dismesso con un piano di accompagnamento è molto breve: ci aspettiamo una convocazione per domani".

"Su Malpensa il governo non è garante" E' l'accusa del sindaco. "Prodi sta rinunciando a fare la propria parte come garante del sistema di trasporti del nostro paese. È gravissimo...", scandisce rispondendo a una domanda sulle stime dei costi di Malpensa per 200 milioni l’anno emersi nel corso della trattativa tra Alitalia e Air France: "Non è Malpensa che costa, è il personale, è la locazione dei costi che non corrisponde alla realtà". In cambio di questi 200 milioni si rinuncia "alla possibilità di mantenere l’unico hub che il paese ha, e avere un hub significa avere una politica dei trasporti"..

"Basta uno sconto ad Air France" Per salvare Malpensa basterebbe che il governo facesse uno sconto nella trattativa tra Alitalia e Air France. Letizia Moratti parla anche da manager, oltre che da sindaco, e va sul concreto: "Basta un piccolo sconto sulla trattativa con Air France per dare la possibilità a Malpensa di riconfigurarsi come hub. Tecnicamente è facilissimo - ha spiegato - occorre separare la storia di Alitalia dalle responsabilità del governo. Alitalia faccia la sua trattativa, il governo può porre le condizioni ad Air France per fare uno sconto sul prezzo: 600 milioni di euro in tre anni". Il periodo che coincide alla moratoria che le istituzioni lombarde chiedono a Prodi. "Non capisco perché non abbia proseguito su questa strada".

"Possibile riconfigurare Linate" Dopo il primo assist al governo perché trovi una via d'uscita, ecco il secondo. Il Comune di Milano è disponibile a "riconfigurare l’aeroporto di Linate" cioè a rivedere i voli che partono dall’aeroporto della città, questo, dice la Moratti, "nel momento in cui Malpensa avrà un nuovo vettore di riferimento".

Formigoni: "Toto cavaliere bianco? I hope..." In soccorso di Malpensa l’assessore alle Infrastrutture della Lombardia Raffaele Cattaneo spera "che arrivi un cavaliere bianco perchè la partita non si gioca solo negli uffici di Tommaso Padoa-Schioppa ma anche sul mercato". Cattaneo non ha mai citato l’offerta di Air One su Alitalia ma è chiaro che la Regione appoggia un piano di sviluppo che punta sullo scalo milanese. E infatti, entrando in Piazza Affari, il governatore Roberto Formigoni, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se Toto fosse un cavaliere bianco, ha replicato in inglese: "I don’t know. I hope", cioè "Non so, lo spero". Formigoni ha spiegato che oggi non si chiede agli imprenditori un supporto finanziario alla cordata di Air One visto che ne fa già parte Banca Intesa, "banca primaria a livello europeo". Quello che si chiede loro è di appoggiare le istituzioni nella richiesta di salvare Malpensa.

"Tavolo subito, o si blocchi Alitalia" Formigoni, poi, in sintonia con la Moratti, torna a chiedere a gran voce la convocazione da parte del governo del Tavolo Milano e lo invita intanto a bloccare l’iter della cessione di Alitalia: "Chiedo al governo di convocare immediatamente il Tavolo Milano, o altrimenti si fermi e blocchi la mano di Alitalia". "Credo che Prodi sbagli e contraddica se stesso: ci aveva detto che stavano studiando l’ipotesi della moratoria e quindi non mi spiego le sue affermazioni", ha detto Formigoni che, intanto, non esclude l’interesse per Alitalia da parte di altre cordate. "Il Tar del Lazio potrebbe rimettere in corsa AirOne e fino ad allora tutto deve essere bloccato".

Sangalli: "Serve buonsenso, subito la moratoria" "Noi abbiamo chiesto con forza e continuiamo a chiedere una moratoria perché ci sia la possibilità di far rivivere questa infrastruttura fondamentale per la vita economica del paese". Il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli si augura che in ultima analisi "prevalga il buon senso. Malpensa è un’infrastruttura importante per l’economia del paese, Malpensa non riguarda solo la Lombardia, Malpensa riguarda l’economia del Paese", aggiunge. "Abbiamo fatto fare uno studio e sono emersi due dati significativi: il depotenziamento di Malpensa porterà, da qui al 2015, a sottrarre 10,5 miliardi di euro alla crescita del Paese e a bruciare circa 15mila posti di lavoro".

Penati: "Si risolva prima del voto" E'un'alleanza bipartisan, quella per Malpensa perché anche il presidente diessino-pd della Provincia di Milano, Filippo Penati, è sulla stessa lunghezza d'onda: "La questione Malpensa-Alitalia deve essere risolta prima delle elezioni, altrimenti finisce che Alitalia fallisce e fallisce anche Malpensa". "Ci chiediamo se di fronte al trasferimento di voli da Malpensa a Fiumicino sia più opportuno spendere quattrini per la cassa integrazione o per gli incentivi al rilancio e allo sviluppo di Malpensa", ha aggiunto, preoccupato che il declassamento dell'hub possa diventare una formidabile arma per il centrodestra durante la campgna elettorale. "Il governo - ha proseguito - si impegni a concedere compensazioni economiche per il trasferimento dei voli, sono convinto che ancora oggi le condizioni per riprendere in mano la questione ci siano. Ma non ci bastano più le dichiarazioni di intenti, chiediamo un impegno preciso". Quanto alla "rinegoziazione degli accordi bilaterali per i diritti di volo, deve essere chiaro se si cede Alitalia o anche i diritti su Malpensa". Insomma, un ultimo avviso al governo anche dal centrosinistra lombardo a Prodi e Padoa Schioppa, ennesima lacerazione su un tema nolto concreto che investe direttamente lo sviluppo dell'economia lombarda e del Nord Italia che produce (come ha ricordato la Moratti, un quarto del Pil nazionale). Come dire: penalizzare Malpensa significa penalizzare tutto il Paese.

Bonomi (Sea): "Il tempo è il nostro peggior nemico" "Ogni giorno che passa si assottiglia una possibilità di ottenere una sospensiva..." dice fra l'allarmato e il pessimista Giuseppe Bonomi, presidente della Sea. Già, perchè sulla moratoria al taglio dei voti il governo continua a tacere. "Non è però ancora così scontato che si riesca a ottenerla" aggiunge sperando che ci sia ancora un margine. E sui contatti con altre compagnie aeree dice: "Abbiamo da sempre contatti con tutti i maggiori vettori del mondo. Sono in corso...". La causa con la richiesta di 1,25 miliardi di danni ad Alitalia? "E' un atto dovuto di fronte alle ripetute violazioni degli accordi contrattuali".

La Bracco: "Il Tavolo Milano sia permanente" "Il tavolo Milano dovrebbe essere permanente e non dovremmo essere costretti a chiederne per domani la riapertura". Il presidente di Assolombarda, Diana Bracco, ribadisce che "la prospettiva di un ridimensionamento drastico del sistema aeroportuale milanese ci preoccupa profondamente". Per questo, gli imprenditori milanesi e lombardi chiedono "con forza garanzie sul futuro dell’aeroporto intercontinentale del Nord Italia e che vengano riesaminate le proposte alternative a quelle di Air France, privilegiando quelle che prevedono il mantenimento dei collegamenti intercontinentali".

Tronchetti Provera: "Si rilanci il marchio o si cambi" Il numero uno di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, non vuole fare "un processo alle intenzioni" per la decisione del governo di vendere Alitalia ad Air France. E lo premette prima di aggiungere che prende "atto dell’errore di duplice natura di svilire il brand Alitalia e Malpensa". La sua speranza è che ci sia in qualche modo "un ripensamento, cioè - spiega - devono esserci garanzie del rilancio del marchio o si cambi nome perché non è pensabile vendere un marchio perché venga usato male". "I Milano per salvare Malpensa è il tavolo per l’Italia, per rilanciare l’immagine del Paese e non per contribuire a dare un’immagine estremamente negativa all’estero", spiega Tronchetti Provera durante il suo intervento. "Siamo qui per difendere un bene che è patrimonio del Paese. Malpensa è un problema del nord, dell’Italia. È inaccettabile che venga ridimensionata, è indispensabile rafforzarla". Tronchetti ha ricordato che stiamo entrando in un periodo difficile per l’economia mondiale e a maggior ragione per le aziende che non sono dotate degli strumenti adeguati. "È un’assunzione di responsabilità grave mettere il Paese in queste condizioni". Il numero uno di Pirelli ha ribadito che "Alitalia è un brand italiano. Dopo quello che è successo a Napoli è grave che ci sia un progetto che prevede un ricambio di tre aerei ogni anno. La flotta è imbarazzante, e il servizio è imbarazzante, dobbiamo togliere il brand Alitalia".

Versace: "Mi fido più di Passera che di Padoa Schioppa..." "Se Corrado Passera dice che l’offerta di Air One è meglio di quella di Air France io ci credo. Mi fido più di lui che di Tommaso Padoa Schioppa...". Non usa mezze parole invece il presidente di Altagamma Santo Versace, per lui la proposta della cordata Air One, sostenuta da Intesa Sanpaolo di cui Passera è amministratore delegato, è da valutare eccome. Poi dice di non aver mai ricevuto richieste di investimento per entrare nella cordata di Air One in alternativa alla cordata Air France-Klm per la privatizzazione di Alitalia. "Nessuno ci ha mai parlato di investire - ha detto - il problema non sono gli investimenti, i mezzi finanziari ci sono". «L’offerta di Air One è meglio di quella di Air France - ha proseguito - ma come al solito in Italia si favoriscono gli amici degli amici". Per il presidente di Altagamma la situazione di Alitalia sconta la situazione politica del Paese. "Paghiamo i disagi di una politica che non sa decidere e risolvere i problemi. Alitalia è un problema di sistema-Paese, un sistema che già funziona male con un classe politica e una burocrazia dannosissima".

Intesa Sanpaolo: "Sulla cordata decisione dopo il Tar" Intesa Sanpaolo, la banca che affianca Air One nella partita per Alitalia, non sta già lavorando alla formazione di una cordata di imprenditori che potrebbero affiancare Carlo Toto ma aspetta la decisione del Tar sulla trattativa in esclusiva con Air France per decidere il da farsi. Lo ha detto Gaetano Miccichè, responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo. "Aspettiamo il 20 febbraio per vedere cosa decide il Tar - ha detto Miccichè -, poi ci rimetteremo a lavorare. Ci sono state diverse manifestazioni di interesse per il fatto che Alitalia possa rimanere un’azienda italiana. Molti imprenditori si sono espressi in tal senso ma non c’è nulla circa la costituzione o costruzione di una cordata societaria". A Miccichè è stato chiesto se la banca accoglierà le proposte di imprenditori: "Vedremo dopo il 20 - ha risposto -. Siamo una banca che segue una delle parti, se saremo ancora in pista lavoreremo".

Manifesto per Malpensa Imprese della Lombardia e istituzioni si mettono insieme per salvare Malpensa. E lo fanno con un manifesto promosso dalla Camera di Commercio di Milano "Per la valorizzazione di Malpensa risorsa per lo sviluppo del Paese".

Sono sei le richieste al governo suffragate da una serie copiosa di dati e la più importante è la richiesta di una moratoria che permetta di mantenere gli attuali voli di Alitalia nello scalo milanese per tre anni. Le altre richieste, invece, sono quelle di liberalizzare in parte almeno il mercato per trovare un sostituto della compagnia di bandiera che faccia di Malpensa il suo hub e soprattutto la difesa dei posti di lavoro generati dall’aeroporto.

La prima firma è quella di Regione, Provincia e Comune ma hanno aderito anche Camera di Commercio, Confindustria, Assolombarda altre associazioni di categoria, la Compagnia delle Opere, associazioni di consumatori e anche il movimento italiano casalinghe. "Solo quando le strade della condivisione non saranno davvero più percorribili - ha detto il presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli - allora sarà necessario scegliere una via alternativa per assicurare a questo paese una delle poche reali porte sul mondo e sul futuro". Più esplicito ancora l’assessore alle Infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo. "Se pensano di aver già chiuso il gate, di far partire questo aereo - ha concluso - sappiano che noi siamo disposti a mettere gli elefanti sulla pista per impedirglielo. Malpensa va salvata".

I sindacati si dividono Le organizzazioni sindacali contrarie alla cordata franco-olandese sembrano spaccarsi al loro interno. Cgil-Filt e Fit-Cisl confermano le loro perplessità e la loro contrarietà mentre la Uil Trasporti ma anche l’Unione Piloti, sembrano più favorevoli a concludere positivamente la trattativa in coro col gruppo d’oltralpe. E' quanto emerge al termine di una riunione tra le organizzazioni confederali aderenti a Cgil, Cisl e Uil e una delegazione dei sindacati francesi del gruppo Air France-Klm. Dall’incontro, interdetto ai giornalisti che non hanno potuto accedere neanche alla palazzina dell’Enac dello scalo romano di Fiumicino, sono emerse notizie contrastanti sia sulla natura dell’operazione come anche sul personale in esubero Alitalia. Secondo il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi, i sindacalisti francesi avrebbero confermato che il piano Air France-Klm prevede di mettere a terra 40 velivoli che si tradurrebbero (per Alitalia-Fly) in 1.700 esuberi, dei quali 400 tra i piloti e 800 tra gli assistenti di volo. Cifre che sono state smentite dal segretario nazionale della Uil Trasporti, Marco Veneziani, secondo il quale il piano franco-olandese prevede di «mettere a terra» 34 velivoli con esuberi sotto le mille unità (290 piloti, 470 assistenti di volo e 200 dipendenti).

"Alitalia non entrerà nella holding Air France-Klm" Altrettanto confuse le notizie su come il gruppo franco-olandese dovrebbe acquisire l’ex compagnia di bandiera italiana. Secondo Genovesi, per i sindacalisti francesi (alcuni dei quali siedono nel board della Air France), il presidente del gruppo, Jean Cyrill Spinetta, avrebbe già anticipato che l’Alitalia non entrerebbe nella Holding Air France-Klm: si pensa ad una newco controllata dal gruppo Air France e dallo Stato italiano. Grazie a questo artificio sarebbe anche possibile mantenere in vita gli accordi bilaterali tra l’Italia e gli Stati esteri. E nell’arco di due o tre anni, se l’Alitalia sarà in grado di risanarsi, la nuova società potrebbe entrare a pieno titolo nella Holding Air France-Klm, altrimenti, il gruppo franco-olandese potrebbe abbandonare l’Alitalia al suo destino senza alcuna ripercussione di rilievo. E d’altronde, ha proseguito il dirigente della Cisl, lo stesso Spinetta ha già anticipato che gli investimenti in flotta non inizierebbero prima del 2011, al termine del percorso di risanamento della compagnia italiana. Per ora, il potenziale acquirente sarebbe solo disposto a versare 750 milioni di ricapitalizzazione, 700 milioni per rimborsare le obbligazioni del cosiddetto "Mengozzi Bond" e mettere mano a circa 600 milioni nell’arco di due o tre anni, necessari per la sopravvivenza dell’aviolinea italiana.

Le notizie su questo ruolo subordinato della nostra ex compagnia di bandiera sono state smentite seccamente da Veneziani: il dirigente della Uil-Trasporti, nel sottolineare che l’ipotesi Air France-Klm - allo stato dell’arte - è l’unica percorribile, ha smentito tale ricostruzione dell’incontro. E un anonimo sindacalista d’Oltralpe ha fatto capire che non c’è alcuna decisione in merito: Spinetta avrebbe fatto presente che la fusione tra Air France e Klm è stata complicata ed ora una fusione a tre lo sarebbe ancora di più. E se il fronte confederale vede ormai una netta spaccatura tra le posizioni di Cgil e Cisl rispetto alla Uil, l’Unione Piloti si pone in una posizione intermedia: "L’ipotesi Air France-Klm - riferisce il presidente della Upi, Massimo Notaro - offre grandi opportunità ma anche grandi problemi". Alla riunione, pur essendo stati invitati, non hanno partecipato i piloti dell’Anpac, gli assistenti di volo dell’Anpav, come non sono intervenuti la Ugl e lo Sdl.

Il 19 febbraio sciopero a Linate e Malpensa Cgil Cisl e Uil di Milano hanno confermato lo scuiopero del 19 febbraio prossimo negli aeroporti di Linate e Malpensa per chiedere la salvaguardia "dei livelli occupazionali diretti e indiretti del sistema aeroportuale", visto che "a tutt’oggi non sussistono ammortizzatori sociali in grado di sostenere adeguate politiche attive del lavoro".