Moratti e Formigoni nel mirino di Game Spostamenti seguiti dal covo di via Gulli

Gli investigatori non li considerano programmi di attentati. E tanto meno una dettagliata descrizione dei movimenti di personaggi in vista - tradotta in scalette con orari e appuntamenti ufficiali - per seguirne gli spostamenti allo scopo di progettare chissà quale agguato mortale. Tutto troppo confuso, improvvisato e, soprattutto, pubblico, risaputo da tutti, rintracciabile su computer, su qualsiasi quotidiano o telegiornale. Per la Digos e il Ros gli elenchi di personaggi politici o, comunque noti, trovati nel covo di via Gulli nei computer del libico Mohamed Game - una mano dilaniata e la vista persa per sempre nell’attentato dinamitardo fallito alla caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti il 12 ottobre scorso e dei suoi complici, il connazionale Mohamed Israfel e l’egiziano Mahmoud Kol - sono semplici tentativi di schedature. Vi si trovano, ad esempio, gli appuntamenti del sindaco Letizia Moratti o quelli del presidente della Regione Roberto Formigoni. E facciamo i nomi dei personaggi pubblici più noti, ma ce ne sono anche molti altri.
«Certo non si può non sottolineare questa attenzione e questo sforzo di catalogare gli appuntamenti di determinate personalità - spiegano in Procura -. Tuttavia il modus operandi di questi nordafricani si traduce in un mero tentativo di schedatura che non trova, nel materiale finora analizzato, nessun tipo di riscontro che conduca a una qualsiasi idea di attentato. Certo, siamo sempre più convinti che qualche collegamento tra i tre e un livello superiore di seguaci e propugnatori del fondamentalismo islamico ci sia stato. Qualcuno che li incitava ad andare avanti e a «fare bene» seguendo il motto Insciallah (se Dio vuole), ci deve essere stato per forza. Difficile, però, continuare a indagare sulla mole enorme di materiale informatico trovato. Molti dei siti visitati dai tre sono arabi, tanti hanno chiuso e risulta sempre più complicato rintracciare identità di riferimento ben precise. Anche tanti numeri telefonici di contatti rintracciati sono di schede ormai andate distrutte».