Moratti e lo striscione: "Il caso è chiuso"

Accettate le scuse rossonere, ma con riserva: «I giocatori se lo ricorderanno». E la Provincia propone una festa comune per i due club

Milano - Il massimo del minimo è stato il commento di Rosella Sensi, amministratore delegato della Roma e vicepresidente di Lega. «Da romana - ha detto -, vi chiedo di non litigare». Colpiti nell’orgoglio i milanesi che vincono ma se la menano, perchè assieme a loro ha vinto anche l’altra metà della città.
Non ci sono solo Inter e Milan che bisticciano e poi si chiedono scusa, non ci sono solo Massimo Moratti e Adriano Galliani che giurano di averci riso sopra anche se ci credono in pochi, ma a mettersi in evidenza sono anche i tifosi della strada, in tutti i sensi, e qui la signora Rosella non c’entra. Giunge notizia che durante la parata rossonera sul pullman di giovedì, e precisamente in via Alberto da Giussano, un interista abbia esposto la bandiera nerazzurra abbinata a due secchiate d’acqua piovute sui fedelissimi rossoneri al seguito. Ieri in occasione di un ritrovo in corso Buenos Aires dei giocatori dell’Inter, un automobilista milanista ha tentato di aprirsi un varco fra i tifosi nerazzurri ostentando una bandiera rossonera che svolazzava dal finestrino. In entrambi gli episodi la massa ha avuto pietà dell’aspirante suicida, ma il clima in città passa anche per questi momenti ad alta tensione, successivi all’agressione verbale a Massimo Moratti nel bar di Galleria de Cristoforis, figli di un clima che si sta avvelenando stupidamente. Il presidente ieri ha sottolineato come il Milan abbia presentato ufficialmente le sue scuse: «La cosa finisce qui - ha dichiarato Moratti -. È una cosa che è successa, ho avuto già le scuse da parte del Milan. E poi basta. Finisce qui». Incalzato ha poi precisato che da lui non arriveranno ulteriori dichiarazioni sull’argomento: «Ma i giocatori se lo ricorderanno di più».
Il presidente adesso deve dedicarsi al caso Ibrahimovic che invece resta caldo. L’attaccante svedese in una intervista ha ricordato come avesse consigliato a Moratti di prendere Luciano Moggi se voleva vincere, e ha rimproverato ai compagni il 6-2 in coppa Italia. Un’uscita sgradita alla società e allo spogliatoio, inevitabile l’intervento di Moratti suffragato da una scintillante multa per dare un segnale inequivocabile. Ieri Zlatan ha ricevuto più applausi che fischi all’appuntamento in un negozio di corso Buenos Aires dove si è radunato un folto gruppo di nerazzurri. Ma i tifosi quando è passato lo svedese hanno intonato anche il classico: «Chi non salta bianconero è».
Domani comunque scatta la tanta chiacchierata festa scudetto al termine di Inter-Torino. La società ha invitato i tifosi a recarsi allo stadio vestiti di nerazzurro. Al termine della partita cerimonia ufficiale della consegna della coppa alla squadra da parte del presidente di Lega Matarrese, poi spettacolo con artisti di fede interista. Ma probabilmente la vera festa ci sarà se la proposta di Roberto Caputo, capogruppo Sdi in Provincia, sarà accolta: celebrare Inter e Mian in un’unica serata.